La storia.

L'Italia del dopoguerra ha conosciuto un grande sviluppo del volontariato, sia nazionale sia internazionale, raccolto in una moltitudine di gruppi, si parla di circa 6.000.000 di persone che in Italia fanno riferimento a questo "arcipelago" del non-profit, fatto di associazioni, cooperative, enti, che hanno contribuito alla realizzazione di più di 53.000 imprese non-profit, coinvolgendo circa 320.000 addetti, con un fatturato che rappresenta 1,8% del p.i.l.
E' in questo ambito che, fin dagli anni settanta, nasce l'idea di una banca alternativa.
Verso la seconda metà degli anni settanta, nel veronese ed in altre parti d'Italia del Nord, nascono gli embrioni della futura banca Etica.

Sono le mutue per l'autogestione ( MAG), si tratta di finanziarie che hanno quale obiettivo quello di sostenere lo sviluppo delle imprese non-profit.
La Mag di Verona, la prima a nascere nel 1978, mette a disposizione i primi fondi raccolti per sostenere una cooperativa agricola " Coop. 8 Marzo" per l'acquisto di terreno ed immobili. Mag 2 nasce ad Inzago ( Mi) con caratteristiche analoghe, ma in un contesto diverso: favorisce la nascita di cop. Di falegnami, aiuta nuovi gruppi teatrali, consente l'avvio di coop di assistenza domiciliare ecc….
Negli anni seguenti nascono altre mag a Udine - Padova – Torino – Reggio Emilia- Venezia e Bolzano. Il sistema Mag arriva a coinvolgere in 20 anni oltre 5.000 soci e finanziare 500 imprese non-profit contribuendo alla creazione di oltre 5.000 posti di lavoro, soprattutto giovanile.

La nascita della Banca Etica

Nel 1994 nasce il Forum del Terzo settore che raccoglie oltre 80 realtà non-profit, diventando l'organismo di rappresentanza del settore e di tutto questo tipo di iniziative di solidarietà, il progetto della costituzione della banca Etica beneficia anche del clima favorevole e della sensibilizzazione che nel decennio precedente erano state "seminate" da campagne per la remissione del debito, dal movimento pacifista e dal movimento ambientalista. D'altronde proprio in quei mesi del 1994 usci il rapporto di J,Delors, allora presidente della commissione Europea, dove dichiarava nel suo libro bianco che, dei dodici milioni di posti di lavoro che si pensa di creare in Europa negli anni successivi, un terzo sarà del terzo settore. La costruzione di uno strumento finanziario, cioè Banca Etica diventava importante e "strategico" per garantire lo sviluppo che proiettava il settore da una condizione di "nicchia" a importante dettore di sviluppo economico.
IL passaggio era molto delicato, come sempre, quando un'intuizione o un movimento si trasformano in istituzione, si devono trovare nuovi equilibri che consolidino, che garantiscano stabilità, ma contemporaneamente non si deve estinguere l'ispirazione originaria. Questa è la scommessa e l'impegno che, il 01 giungo 1995 i 22 soci fondatori della banca si sono presi reciprocamente e, nei confronti dei futuri soci.
Le altre principali tappe " verso" la realizzazione della banca furono il 16 novembre 1996 a Brescia la prima assemblea , che decise di puntare alla costituzione di una Banca Popolare, e quindi di spostare l'obiettivo della raccolta di capitale da 2,5 miliardi a 12,5 miliardi - Venerdi 17 aprile 1998 viene raggiunta la quota di 12,5 miliardi .
ll 30 maggio 1998 a Padova ( si organizzò l'assemblea di trasformazione da coop. A Banca Popolare Etica ) l'8 marzo 1999 si avviò l'attività della banca ,.
Lo sviluppo del Terzo settore in questi ultimi 5 anni è stato tumultuoso, " "magmatico", l'attenzione dei promotiri è stata da sempre rivolta a " mettere assieme" i vari mondi del non-profit, dimostrando che, con grande determinazione, capacità progettuale e valori comuni superiori alla sommatoria di quelli di ogni singola organizzazione. La " scelta" dei promotori, durante questa fase di sviluppo, è stata quella di mantenerla aperta, consapevole della difficoltà di costruire una struttura stabile, ma capace di capire l'evoluzione del nuovo che avanza, recepirlo, senza mutare le condizioni del patto costitutivo,.