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Non c'e' voluto molto perche' si spegnesse l'eccitazione inspirata da una lettura eccessivamente entusiastica della globalizzazione, rivelando le crepe e le spaccature che si celano dietro l'aspetto lucente.
Negli ultimi quattro anni qui in occidente abbiamo avuto sempre piu' la percezione di un'altra faccia del villaggio globale, dove il divario economico e' sempre piu' ampio e sempre piu' ridotte sono le scelte culturali.

Si tratta di un villaggio in cui alcune multinazionali, lungi dal voler livellare e uniformare le regole del gioco con lavoro e tecnologia per tutti, stanno invece sfruttando i paesi poveri per ottenere guadagni immaginabili.

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Le multinazionali di successo sono sempre piu' prese di mira.
Quali sono le forze che spingono sempre piu' persone a diventare diffidenti o addirittura decisamente arrabbiate nei confronti delle multinazionali, i veri motori della nostra crescita globale ?
O meglio, cos'e' che sta inducendo sempre piu' persone, in particolare i giovani, ad agire sulla base di quella rabbia e di quella diffidenza ?
Domande che possono sembrare ovvie, e che certamente hanno risposte ovvie.
Cioe' che le aziende sono diventate cosi' grandi e potenti da soppiantare i governi, che a differenza dei governi devono rispondere solamente ai propri azionisti; che mancano i meccanismi per fare in modo che rispondano ad un pubblico piu' vasto.

Naomi Klein -NOLOGO


Ma a che multinazionali si riferisce ? In che modo esse sfruttano i paesi poveri ??
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