L' informazione è SOVVERSIVA


Un'ordinanza di arresto che sembra scritta per un fumetto e venti persone finiscono in carcere.
L'accusa: cospirazione politica. È un reato previsto dal codice Rocco, scritto nel 1930 in pieno periodo fascista. Un reato che permette di liquidare, come ha fatto in un lontano passato, sindacati, partiti, ogni forma di libera associazione, e oggi, in anni in cui la comunicazione è diventata una risorsa fondamentale per manipolare la gente, anche le realtà di informazione indipendente. Non è forse un caso se tra le persone coinvolte c'è chi ha collaborato per la realizzazione di Indymedia e Radio Gap. L'organizzazione dei media center a Genova e Napoli, lo scambio di mail su newsgroup che hanno archivi pubblici, l'allestimento di un sito web, vengono interpretate come segnali di attività sovversiva, mentre colori da muro e macchine fotografiche vengono sequestrate in quanto "armi improprie".

L'informazione è sovversiva: l'irruzione al Media center di Genova e la serie di perquisizioni che negli ultimi mesi hanno colpito presunte sedi di Indymedia ed i luoghi di vita e di lavoro di giornaliste, avvocati, mediattivist* sono stati segnali precisi. In galera questa volta sono finite persone colpevoli di avere agito alla luce del sole, con microfoni, computer e telecamere, per raccontare quello che succedeva nei movimenti, nel mondo del lavoro e in quello del disagio sociale.

A Genova e a Napoli, citate nell'ordinanza, ma anche altrove, Indymedia e Radio Gap (Global Audio Project e non, come ha ritenuto il Gip, Gap come la formazione eversiva ideata da Feltrinelli) hanno raccontato le violenze della polizia, in piazza e nelle caserme; e tutti i giorni, danno voce a chi non vuole subire la violenza dello stato, del mercato, di un'informazione di potere che sceglie di dare ampio spazio a chi ha manipolato la realtà e ha creato un clima di tensione a Firenze e che, a questo punto non si può fare a meno di pensarlo, sperava si verificasse qualcosa davvero. Qualcosa che avrebbe dato giustificazione all'inchiesta di Cosenza, facendo chiudere gli occhi sulla grossolanità delle accuse.

La salvaguardia dell'informazione indipendente, della libertà di espressione e opinione dei cittadini sono diritti fondamentali in ogni Paese per questo esprimiamo la piena solidarietà a tutt* gli/ le arrestat*, rivendicando il nostro diritto a fare informazione con modalità assai diverse da quelle dei mezzi di comunicazione tradizionali.

Per questo saremo a Cosenza con i nostri occhi, le nostre telecamere, il nostro sito e la voglia di raccontare e testimonare quello che succede...

Se volete chiamatela pure INFORMAZIONE SOVVERSIVA...
Noi continueremo a farla.



thanx to Indymedia