[TATA-MailingList] Comunicato di Amnesty International
   Date:         Fri, 09 Jun 2000 11:37:18 -0000
   From:        "Associazione TATAVASCO" <tatavasco@tiscalinet.it>
     To:         TATA-mailinglist@egroups.com

Ciao,
giro alla lista un importante comunicato stampa di Amnesty International, che ci ha inviato il Gruppo Missionario della
Parrocchia S.Croce di Salerno tramite la sua mailing list "Il Foglietto".Putroppo questo comunicato non ha trovato spazio ne' sulla stampa ne' in tv.E' nostro dovere diffonderlo.
Davide.

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Subject:  [Il Foglietto] Comunicato Stampa di Amnesty International
Date:     Fri, 09 Jun 2000 09:31:02 CEST
From:     "Vincenzo Agosti" <carisal@tin.it>
Reply-To: il-foglietto@egroups.com
 

Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo,
non offrire a nessuno l'occasione di maledirti.
Siracide 4:5
 

I CRIMINI DELLA NATO IN SERBIA E IN KOSOVO

'La NATO ha in piu' occasioni violato i principi umanitari da
applicare in ogni conflitto armato'. Questo e', in sostanza, il
messaggio contenuto in un  rapporto che Amnesty International ha
divulgato oggi, a un anno di distanza dalla fine dei bombardamenti
della NATO sulla Repubblica Federale della Jugoslavia. 'Il non aver
rispettato le regole fondamentali sancite nelle convenzioni di
Ginevra
del 1949, ha causato la morte di numerosi civili', dichiara Amnesty
International.

Il rapporto, dal titolo "Danni collaterali" o Uccisioni illegittime?
contiene l'analisi dettagliata di eventi in cui le Forze Alleate del
Patto Atlantico hanno agito senza tenere conto del diritto umanitario
internazionale nel selezionare i bersagli e scegliere i modi con cui
condurre gli attacchi. Tra le norme vi e' la proibizione di qualsiasi
attacco diretto contro persone o strutture civili, degli attacchi
condotti in modo da non distinguere obiettivi civili da obiettivi
militari, e di quegli attacchi che - seppur condotti contro obiettivi
militari legittimi - comportano un impatto sproporzionato sui civili.

'L'attacco alla sede centrale della televisione e radio di stato
serba, avvenuta il  23 aprile '99, e' senza dubbio un crimine di
guerra', e' scritto nel rapporto. 'Uno strumento di propaganda non
puo' essere considerato un obiettivo militare'. Amnesty International
fa inoltre notare che tale attacco e' stato sproporzionato, avendo
causato la morte di sedici civili con l'unico risultato di
interrompere le trasmissioni per poco piu' di tre ore.
Il rapporto e' basato sulla raccolta di testimonianze e sull'analisi
dettagliata dei pronunciamenti ufficiali della NATO nonche' di vario
materiale prodotto da altre associazioni non governative
indipendenti.
Particolarmente importante e' stato anche l'incontro di una
delegazione di Amnesty International con vertici della NATO avvenuto
il 14 febbraio scorso.

Il numero dei civili morti durante le campagne di bombardamento aereo
non e' noto con esattezza. Le fonti della repubblica Federale
Jugoslava non sono attendibili. Associazioni per i diritti umani e
umanitarie stimano gli eventi in cui sono stati colpiti dei civili in
circa novanta e i morti complessivi in circa cinquecento.
'Ma il punto non e' confrontare il numero dei civili uccisi dalla
NATO
con quelli uccisi dalle altre fazioni, oppure con i civili uccisi in
guerre precedenti', ha dichiarato Daniele Scaglione, presidente della
Sezione Italiana di Amnesty International, 'il punto e' che molte di
queste persone sarebbero oggi ancora vive, se la NATO avesse
rispettato le regole internazionali sui conflitti armati'.

Tra i principi imposti dal diritto umanitario internazionale vi e'
quello secondo cui la sicurezza dei civili dovrebbe sempre essere
posta come prioritaria, rispetto a quella dei militari. Ancora, le
convenzioni di Ginevra sanciscono il dovere di sospendere un attacco
ad un obiettivo militare, se si verifica la possibilita' di colpire
dei civili. Durante i bombardamenti in Kosovo e Serbia, le forze NATO
hanno sistematicamente violato questi principi. In particolare,
durante le prime azioni, per ridurre la possibilita' di essere
colpiti, gli aerei della NATO volavano ad altezze di circa 4.500
metri, dalle quali, per stessa ammissione dei responsabili NATO, e'
possibile distinguere un obiettivo militare da uno civile, ma non e'
possibile verificare se nei pressi di questo obiettivo vi siano dei
civili.

In diversi attacchi, inclusi quelli al ponte di Grdelica del 12
aprile, al ponte di Lunane il 1 maggio, al ponte di Varvarin il 30
maggio, le forze NATO non hanno sospeso la propria azione, anche dopo
essersi resi conto che avevano colpito dei civili. In altri casi, tra
cui gli attacchi contro carovane di profughi a Djakovica il 14 April
e
Korisa il 13 maggio, le forze NATO hanno agito senza valutare
preventivamente le proprie azioni.

La NATO e gli stati che ne fanno parte non si sono mai adoperati in
modo adeguato per far luce sulle responsabilita' nei vari eventi che
hanno causato la morte di civili, eccezion fatta per il bombardamento
dell'ambasciata cinese in Belgrado.

Il rapporto mette in luce anche alcuni problemi generali che
riguardano la possibilita' della NATO di agire coerentemente in
difesa
dei diritti umani.
I paesi che fanno parte dell'Alleanza aderiscono in modo differente a
diversi strumenti del diritto internazionale e gli stessi vertici
della NATO non sono in grado di specificare quali siano le leggi di
guerra che, invece, piu' volte han dichiarato di rispettare. Ancora,
il meccanismo decisionale all'interno della NATO e' piuttosto
complesso e impedisce di risalire alle reali responsabilita' per i
singoli casi.

Alla luce di quanto evidenziato nel suo rapporto, Amnesty
International, pur ricordando che e' dovere di ogni stato aderente
alla NATO di investigare seriamente sui crimini compiuti dalle
proprie
forze armate, ha accolto con preoccupazione le notizie di qualche
giorno fa secondo le quali il tribunale ad hoc per la ex jugoslavia
avrebbe deciso di non proseguire le indagini sulle violazioni del
diritto umanitario che sarebbero state commesse dalle forze NATO.

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 7 giugno 2000
Ufficio Stampa
Amnesty International
 

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"Guai a coloro che il Signore troverà ad occhi asciutti"
Gustavo Gutierrez
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