- INTRODUZIONE
- NUOVI MODELLI E SISTEMI COMUNICATIVI
I nostri tempi vedono affermarsi un nuovo
sistema comunicativo basato sulle reti.
- REALIZZAZIONE DI PRINCIPI DEMOCRATICI
Le reti rappresentano una nuova opportunita'
globale per la realizzazione effettiva di antichi principi democratici
e di nuovi principi di condivisione orizzontale del governo della societa'
da parte di singole persone e gruppi organizzati.
- NUOVE LIBERTA' E NUOVI DIRITTI
Una nuova democrazia dal basso puo' oggi sorgere.
Noi vogliamo affermare e difendere, in rete e fuori, nuove liberta' e nuovi
diritti, che per svilupparsi richiedono scelte consapevoli e la definizione
di nuovi diritti per i cittadini di questo mondo.
- UNA RETE DI COMUNITA'
Le reti non sono un semplice accostamento
di cavi, computer, software e modem. Non si tratta nemmeno di un insieme
multimediale di testi, immagini, audio e video. La Rete e' anche e soprattutto
l'esperienza e la conoscenza collettiva di innumerevoli comunita', ognuna
con le proprie modalita' di relazione, il proprio linguaggio, le proprie
forme di espressione
culturale.
1 - COMUNICAZIONE
1.1 - ASPETTO FONDAMENTALE PER INDIVIDUI E
COMUNITA'
1.2 - PIENO DIRITTO ALLA COMUNICAZIONE
1.3 - COMUNICAZIONE NEGATA
1.4 - LA COMUNICAZIONE NON E' UNA MERCE
1.5 - NUOVE OPPORTUNITA'
1.6 - VALORE CENTRALE DELLA COMUNICAZIONE
2 - MASS-MEDIA
2.1 - RISCHI DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE
2.2 - RIFIUTO DELLA VIOLENZA
2.3 - IMMAGINI STEREOTIPATE
2.4 - RISPETTO DELLA GIUSTIZIA
2.5 - RISPETTO DEI CONSUMATORI E DEI BAMBINI
2.6 - CENSURA
2.7 - CONCENTRAZIONE DEI POTERI INFORMATIVI
2.8 - LIBERTA' DI STAMPA
3 - INFORMAZIONE
3.1 - DIRITTO DI ACCESSO
3.2 - PARTECIPAZIONE GARANTITA
3.3 - RISPETTO DELLE CULTURE E DELLE LINGUE
3.4 - LIBERTA' DELL'INFORMAZIONE
3.5 - RISPETTO DELLA SFERA PRIVATA DEGLI INDIVIDUI
3.6 - PROPRIETA'
3.7 - PRODUZIONE ED ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI
4 - BBS - BULLETIN BOARD SYSTEM
4.1 - UTILITA' PUBBLICA DEI BBS
4.2 - AUTORIZZAZIONI
5 - TECNOLOGIA
5.1 - STANDARD
5.2 - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
6 - PRIVACY
6.1 - ANONIMATO
6.2 - CRITTOGRAFIA
6.3 - BANCHE DATI
7 - DIRITTI, RESPONSABILITA' E LEGGI
7.1 - RESPONSABILITA' PERSONALE
7.2 - SEQUESTRI
7.3 - RESTRIZIONI
7.4 - REGOLAMENTAZIONE ED AMMINISTRAZIONE
7.5 - LIBERTA' DEI SINGOLI PAESI
7.6 - LEGGI
7.7 - USO DELL'INFORMAZIONE
7.8 - SEGRETEZZA MILITARE
7.9 - AUTORIZZAZIONI
CONCLUSIONI
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1 - COMUNICAZIONE
1.1 - ASPETTO FONDAMENTALE PER INDIVIDUI
E COMUNITA'
La comunicazione e' fondamentale per la vita
di tutti gli individui e delle loro comunita'.
1.2 - PIENO DIRITTO ALLA COMUNICAZIONE
Ciascun individuo ha pieno diritto di partecipare
alle comunicazioni e alle decisioni che avvengono all'interno dei sistemi
sociali di cui fa parte, come pure ha diritto a non essere limitato nella
conoscenza sociale e tecnologica. Il diritto a comunicare include il diritto
a partecipare alla comunicazione, attraverso l'interazione, l'organizzazione,
l'azione politica, la mobilitazione, la riunione, la collaborazione, la
compravendita, la condivisione e la produzione editoriale.
1.3 - COMUNICAZIONE NEGATA
La maggior parte degli abitanti del mondo
e' priva delle risorse minime necessarie alla sopravvivenza e alla comunicazione.
Meta' degli abitanti del pianeta non ha mai fatto una telefonata.
1.4 - LA COMUNICAZIONE NON E' UNA MERCE
La commercializzazione dei mezzi di comunicazione
e la concentrazione della loro proprieta' nelle mani di una oligarchia
dei media danneggia tutti e compromette le basi culturali, politiche, produttive
e informative su cui
poggia la nostra societa', a cominciare dalla
pluralita' delle opinioni e dalla diversita' delle culture e dei linguaggi
necessari per la democrazia, fino alla limitazione delle possibilita' produttive
e creative degli
individui.
1.5 - NUOVE OPPORTUNITA'
I nuovi mezzi di comunicazione orizzontali
che vediamo oggi sorgere prepotentemente danno delle nuove opportunita'
all'affermazione di antichi diritti e definiscono un spazio per nuovi diritti
vitali.
1.6 - VALORE CENTRALE DELLA COMUNICAZIONE
La comunicazione nell'era delle reti assume
un valore centrale; esserne esclusi significa piu' che mai esclusione dalla
stessa possibilita' di esistenza per gli uomini e le donne. La comunicazione
e' quindi una risorsa produttiva fondamentale per la vita di tutti gli
individui e delle loro comunita'.
2 - MASS-MEDIA
2.1 - RISCHI DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE
I mezzi di comunicazione di massa, quando
sono accentrati e gerarchici, con la loro capacita' di persuasione e la
violenza dei loro messaggi danno una visione negativa della societa'. La
verticalita' comunicativa insita in
questi mezzi esaspera i conflitti e alimenta
paura e sfiducia, rendendo gli individui vulnerabili e dipendenti da un
falso senso di sicurezza indotto dallo stesso consumismo dissennato che
alimenta l'azione di questi media.
2.2 - RIFIUTO DELLA VIOLENZA
I media hanno il dovere di opporai attivamente
all'odio, al pregiudizio, alla violenza, alla guerra. Gli atti violenti
non devono essere presentati come fenomeno normale, "virile" o divertente,
ma devono essere dimostrate le conseguenze della violenza e le alternative
alla stessa.
2.3 - IMMAGINI STEREOTIPATE
Altre violazioni della dignita' e dell'integrita'
dell'uomo da evitare sono le imagini stereotipate che distorcono la realta'
e la complessita' della vita delle persone. I media non devono ridicolizzare,
stigmatizzare o demonizzare persone in base a genere, razza, classe, etnia,
lingua, preferenze sessuali, condizioni fisiche o mentali.
2.4 - RISPETTO DELLA GIUSTIZIA
La gente ha il diritto di pretendere che i
media rispettino gli standards delle regolari procedure nella cronaca dei
processi giudiziari. Cio' implica che i media non devono presumere colpevolezza
prima del giudizio di colpa ne' invadere la privacy degli imputati.
2.5 - RISPETTO DEI CONSUMATORI E DEI BAMBINI
Le persone hanno il diritto ad una informazione
utile e reale, e alla protezione contro informazioni pubblicitarie distorte
ed ingannevoli. I media devono evitare di diffondere promozione camuffata
da notizie e intrattenimento, programmi per l'infanzia che utilizzano personaggi
o giocattoli a scopo pubblicitario, di creare bisogni, richieste, prodotti
e attivita' dispendiosi, inutili, nocivi o dannosi da un punto di vista
ecologico.
2.6 - CENSURA
Rivendichiamo la molteplicita' e la pluralita'
delle fonti informative, e rifiutiamo qualsiasi forma di censura preventiva
o a posteriori da parte di chiunque voglia utilizzare il proprio potere
per imbavagliare e reprimere la
libera informazione.
2.7 - CONCENTRAZIONE DEI POTERI INFORMATIVI
Denunciamo il modello dittatoriale che domina
il flusso planetario delle notizie. La maggior parte delle informazioni
che circolano su giornali, telegiornali, radio e riviste provengono da
un oligopolio di agenzie di stampa internazionali, che ogni giorno svolgono
un'opera di selezione, controllo e filtraggio delle informazioni. La gente
comune e' esclusa dal grande circo dei media, i cui attori principali sono
le 300 societa' che dominano il mercato dell'informazione mondiale. Di
queste societa' 144 appartengono all'america del nord, 80 all'europa, 49
al giappone, e 27 al resto del mondo. 4 agenzie tra queste trecento gestiscono
l'80% del flusso delle notizie: sono le americane Associated Press e United
Press International, la britannica Reuter e la francese France Presse.
Dai soli Stati Uniti viene il 65% delle informazioni mondiali. La quasi
totalita' delle informazioni del sud del mondo passa attraverso queste
grandi agenzie di stampa prima di raggiungere i nostri giornali e i nostri
TG. Spesso le realta' piu' emarginate e le piu' grandi ingiustizie sociali
vengono semplicemente ignorate. Tutta l'informazione prodotta al di fuori
del cerchio ristretto delle grandi agenzie di stampa viene soffocata e
travolta dai colossi dell'informazione. I protagonisti delle notizie vengono
immediatamente espropriati delle informazioni che li riguardano, ed immediatamente
i fatti vengono raccontati, una volta filtrati dai grandi gestori dell'informazione,
senza che coloro che sono parte in causa abbiano la possibilita' di esprimersi.
Tutto cio' puo' essere combattuto soltanto garantendo una molteplicita'
delle fonti informative e garantendo ad ogni individuo l'accesso a potenti
canali comunicativi attraverso il pieno utilizzo delle nuove tecnologie
della comunicazione.
2.8 - LIBERTA' DI STAMPA
La concentrazione di grandi gruppi editoriali,
televisivi e mass-mediatici, frutto del cammino inesorabile verso il mercato
globale, sta soffocando la piccola editoria, l'autoproduzione letteraria,
la stampa locale, le piccole
riviste delle associazioni e degli organismi
no-profit, schiacciati da un "libero" mercato sempre piu' esigente e competitivo.
Ogni giorno, nell'indifferenza generale, muoiono riviste, case editrici,
piccole radio locali
e molte altre forme di espressione editoriale,
radiofonica e televisiva che non possono garantire il profitto necessario
alla loro sopravvivenza. Questa nuova forma di censura e di limitazione
della liberta' di stampa, che si nasconde dietro la presunta ineluttabilita'
delle leggi economiche, e' un grave pericolo per la nostra liberta' di
espressione, per il nostro pluralismo e per la nostra democrazia. I nuovi
bavagli alla liberta' di stampa, alla liberta' giornalistica e alla liberta'
editoriale sono bavagli che passano inosservati alla maggior parte delle
persone, e proprio per questo rappresentano una preoccupante minaccia per
una societa' civile distratta. Di fronte a questa grave crisi editoriale,
gia' da tempo avvertita dagli operatori del settore, rivendichiamo il diritto
a forme di espressione, di stampa e di scrittura costruite con nuove regole,
che diano priorita' ai contenuti e non alla vendibilita' di un prodotto
culturale come un libro o una rivista, che favoriscano la produzione di
informazione locale, variegata, multiforme, pluralistica e autogestita
contro il potere economico di chi puo' permettersi di sostenere i pesantissimi
costi fissi necessari per la distribuzione dei propri prodotti editoriali
nei supermercati,
negli autogrill e nelle edicole di ogni citta'
d'Italia.
3 - INFORMAZIONE
3.1 - DIRITTO DI ACCESSO
L'accesso all'informazione e ai mezzi di comunicazione
(telematici e non) e' un diritto fondamentale per ogni essere umano. Gli
stati, le istituzioni, gli operatori pubblici e privati devono garantire
operativamente questo diritto. Il vero valore della comunicazione in rete
e' rappresentato dalla persone, non dalla tecnologia. Il massimo potenziale
della Rete sara' raggiunto solo quando chiunque
lo desideri potra' usare la rete in modo aperto e libero.
3.2 - PARTECIPAZIONE GARANTITA
Tutti devono poter partecipare alle attivita'
dei mezzi di comunicazione, producendo, consultando e rielaborando informazioni,
in rete e fuori, senza nessun controllo governativo o commerciale, indipendentemente
dalle
possibilita' economiche e dalle condizioni
fisiche e mentali, senza nessuna discriminazione di sesso, razza, classe
sociale, lingua, orientamento sessuale e culturale.
3.3 - RISPETTO DELLE CULTURE E DELLE LINGUE
I singoli e le comunita' non devono essere
forzati a rinunziare alla loro lingua o alle loro tradizioni e culture
locali per partecipare alle attivita' in rete. Per preservare la vitalita'
associata alla diversita' dei punti di vista e' necessario che tutto il
mondo partecipi alla Rete come una comunita' di eguali. Tutti gli individui
hanno il diritto di
difendere la propria identita' culturale e
linguistica e allo stesso tempo il dovere di rispettare le attivita' per
lo sviluppo delle altre culture e delle altre lingue. Ogni lingua puo'
essere utilizzata senza discriminazioni per la comunicazione, l'informazione
e la libera espressione delle idee. Ogni persona ha diritto alla diversita'
della
lingua. Cio' comporta il diritto di comunicare,
esprimersi e di accedere all'informazione nella propria lingua, il diritto
di usare la propria lingua nelle istituzioni dello stato ed il diritto
di avere, quando necessario, adeguate regole create per l'uso di lingue
di gruppi di minoranza.
3.4 - LIBERTA' DELL'INFORMAZIONE
Lo scambio libero e senza alcun ostacolo dell'informazione,
cosi' come l'esercizio della comunicazione orizzontale ed interattiva,
realizzati con tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a disposizione,
sono elementi essenziali delle nostre liberta' fondamentali e devono essere
sostenuti e difesi in ogni circostanza. L'informazione vuole essere libera:
appartiene a tutto il mondo, essa e' prodotta da e per tutto il mondo e
l'accesso all'informazione non deve piu' essere diritto esclusivo di un'elite
o di un gruppo privilegiato.
3.5 - RISPETTO DELLA SFERA PRIVATA DEGLI
INDIVIDUI
La completa trasparenza e liberta' dell'Informazione,
cosi' come i meccanismi che ne regolano la circolazione si fermano solo
davanti alla sfera privata degli individui, cioe' ai rapporti, agli interessi,
ai gusti, alle tendenze, che i singoli, da soli o associati con altri,
scelgono di praticare senza volere esplicitamente divulgarli.
3.6 - PROPRIETA'
La proprieta' delle reti non deve essere sotto
il controllo di monopoli o oligopoli privati o pubblici. La comunicazione
e l'informazione devono essere di tutti. Il popolo delle reti deve essere
in grado di controllare e
partecipare alle scelte gestionali di coloro
che posseggono le reti. I singoli pezzi della Rete, come cavi, router e
server, hanno dei proprietari, a cui va accordato il rispetto dei loro
diritti. Tuttavia, cosi' come nessuno puo' appropriarsi dell'ecosistema
in cui viviamo, cosi' la Rete stessa non e' proprieta' di nessuno.
3.7 - PRODUZIONE ED ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI
Le semplici possibilita' di accesso tecnico
alle informazioni non sono sufficienti a garantire la liberta' delle persone.
Gli individui e le comunita' di individui devono essere lasciati liberi
di ricercare, di scegliere e di utilizzare gli strumenti critici e cognitivi
necessari per elaborare le informazioni a cui accedono, per reinterpretarle,
rivestirle
di senso e trasformarle in nuova comunicazione
significativa. Le persone non sono terminali passivi di un flusso informativo
organizzato dall'alto. La loro liberta' consiste nel produrre azioni e
comunicazioni sociali
libere da pregiudizi e discriminazioni di
ogni tipo, anche quando queste dovessero andare contro gli interessi economici
o politici costituiti. Limitare il diritto all'elaborazione delle informazioni,
occultandole o limitandone l'uso, e' limitare la stessa capacita' produttiva
e creativa dell'individuo e della collettivita'.
4 - BBS - BULLETIN BOARD SYSTEM
4.1 - UTILITA' PUBBLICA DEI BBS
Riconosciamo l'utilita' pubblica dei Bulletin
Board System e di ogni forma di comunicazione popolare a carattere comunitario,
di cui amiamo l'autonomia di gestione dell'informazione, e la liberta'
dai grandi oligopoli mediatici ed editoriali.
4.2 - AUTORIZZAZIONI
L'attivita' dei BBS non deve essere subordinata
ad autorizzazioni burocratiche o sottoposta a censure, e deve essere riconosciuta
a tutelata in quanto strumento di utilita' sociale per la libera manifestazione
del pensiero.
5 - TECNOLOGIA
5.1 - STANDARD
Gli standard tecnologici di comunicazione
in rete devono essere il frutto di una decisione globale e diffusa, e non
di una politica economica imposta da un gruppo di potere ristretto.
5.2 - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
Le tecnologie e la loro conoscenza non devono
sottostare a controlli o politiche economiche che ne frenino la distribuzione
o produzione globale.
6 - PRIVACY
6.1 - ANONIMATO
Deve essere consentito l'anonimato a tutela
della privacy di ogni utente, per il rispetto della dignita' e dell'attivita'
di categorie e minoranze "a rischio", come ad esempio omosessuali, perseguitati
politici o sieropositivi.
6.2 - CRITTOGRAFIA
Gli utenti delle reti telematiche hanno il
diritto di difendere la loro privacy e i loro dati personali con tutti
i mezzi tecnologici e crittografici disponibili. Solo se non saremo implacabilmente
seguiti dalla registrazione di ogni traccia che lasciamo, la costruzione
della identita' di ciascuno potra' essere libera, e potra' nascere la liberta'
di donne e
uomini nel millennio a venire.
6.3 - BANCHE DATI
Nessuna informazione riguardante i dati personali
dei singoli individui dev'essere ricercata, archiviata, venduta o acquistata
senza accordo esplicito da parte della persona interessata, fermo restando
il diritto alla produzione di controinformazione sociale alternativa che
le associazioni, i gruppi di volontariato e le comunita' non animate da
scopo di lucro possono esercitare con i mezzi da loro ritenuti piu' opportuni.
7 - DIRITTI, RESPONSABILITA' E LEGGI
7.1 - RESPONSABILITA' PERSONALE
Chi gestisce nodi di reti telematiche non
e' responsabile dei materiali immessi da terze persone nel sistema da lui
gestito, a causa della indiscutibile inviolabilita' della corrispondenza
privata e dell'impossibilita' pratica di controllare tutto il materiale
immesso nella rete per le stesse caratteristiche di quest'ultima. Le responsabilita'
dei
gestori di sistema finiscono dove iniziano
quelle degli utenti. Le comunicazioni interpersonali, elettroniche e non,
vanno difese da qualsiasi forma di censura, controllo o filtraggio.
7.2 - SEQUESTRI
Il sequestro immotivato dei computer a scopo
investigativo, in alternativa alla semplice copia dei dati in esso contenuti,
e' una grave violazione della liberta' personale che non trova nessun fondamento
logico, giuridico
o tecnologico. Un computer e' innocente fino
a prova contraria.
7.3 - RESTRIZIONI
Ogni utilizzo della Rete e' intrinsecamente
un esercizio della liberta' di parola, la cui restrizione mette a rischio
l'intera liberta' del genere umano.
7.4 - REGOLAMENTAZIONE ED AMMINISTRAZIONE
La comunicazione non puo' essere regolamentata
da privati ne' essere di loro proprieta'. Per il progresso dell'Umanita'
la Rete dev'essere amministrata in modo aperto ed inclusivo. Nel prendere
decisioni tecniche,
sociali, politiche ed economiche riguardo
alle attivita' delle reti telematiche vanno tenute in conto le necessita'
di tutti gli utenti attuali, dei potenziali utenti futuri, di coloro che
non hanno la possibilita' di utilizzare la rete e di coloro che decidono
di non usarla. Tutti gli individui hanno il diritto di partecipare al processo
decisionale pubblico relativo alle regole dell'informazione, allo sviluppo
e all'utilizzo della conoscenza; alla applicazione di tecnologie per la
comunicazione, alla struttura e alle politiche dell'industria dei media.
7.5 - LIBERTA' DEI SINGOLI PAESI
La natura umana e l'uso delle tecnologie di
rete da' un impulso forte e spontaneo verso l'interconnessione planetaria.
Poiche' i flussi informativi della rete trascendono i confini nazionali,
qualsiasi restrizione all'interno di un singolo Paese puo' limitare anche
la liberta' di altre nazioni.
7.6 - LEGGI
Denunciamo e condanniamo una legislazione
ingiusta, figlia di una falsa "societa' dell'informazione", nella quale
i magistrati ormai da anni dispongono sequestri immotivati ai danni delle
reti di telematica sociale di base e perseguono penalmente anche chi e'
solo sospettato di infrangere le leggi sui crimini informatici. Denunciamo
e condanniamo una legislazione che tutela gli interessi delle grandi case
produttrici di software ma non i diritti delle singole persone, e punisce
con la carcerazione la copia dei programmi, anche se fatta senza scopi
commerciali o criminali, ad uso personale, ad uso didattico, a beneficio
di associazioni, gruppi di volontariato, organizzazioni non governative,
scuole. La storia ha dimostrato come dietro l'attuale legislazione sui
crimini informatici ci siano gli interessi e le pressioni lobbistiche di
una categoria imprenditoriale anziche' la volonta' popolare e democratica
che dovrebbe essere il fondamento di qualsiasi legge. E' tempo che vengano
tutelati i diritti di tutti i cittadini del mondo e del cyberspazio, invece
di continuare a difendere gli interessi delle grandi case produttrici di
software. E' tempo che la copia ad uso personale dei programmi, che nulla
ha a che vedere con la cosiddetta "pirateria informatica", esca dalla clandestinita'
e cessi di essere criminalizzata. E' tempo di legalizzare e accettare la
copia ad uso personale, pratica sociale che affonda le sue radici nella
storia dell'informatica, come una naturale evoluzione della
tecnologia e dei comportamenti sociali, cosi'
come e' avvenuto e sta avvenendo per la copia di opere musicali o di opere
cinematografiche trasmesse in televisione. Il lavoro dei programmatori
non si tutela mandando in galera altre persone, ma creando le condizioni
affinche' il mondo dell'informatica non sia piu' dominato da nessun monopolio
che di fatto limiti la liberta' di iniziativa nella programmazione.
7.7 - USO DELL'INFORMAZIONE
Chiunque ha il diritto di disporre di qualsiasi
informazione e di utilizzarla nella piu' totale liberta', nel rispetto
del diritto alla privacy delle singole persone e a condizione che vengano
riconosciuti all'autore dei benefici intellettuali ed economici proporzionali
a quelli ottenuti da chi ha utilizzato la sua opera. Le esigenze e la durata
del diritto d'autore non devono in nessun caso limitare la legittima evoluzione
del sapere, la sete di conoscenza dell'intera umanita' e la creativita'
individuale e collettiva. Le restrizioni all'utilizzo e all'accesso delle
informazioni devono essere consentite solo per buoni e validi motivi, ad
esempio per evitare violazioni dei diritti umani fondamentali.
7.8 - SEGRETEZZA MILITARE
Rifiutiamo qualsiasi restrizione governativa
sull'accesso a informazioni militari di interesse pubblico: ogni cittadino
ha il diritto di accedere ad informazioni riguardanti la sua sicurezza
e quella del suo Paese. Ogni cittadino ha diritto di sapere dai suoi governanti
quante testate nucleari sono presenti nel suo Paese, quante mine e componenti
per mine antiuomo vengono prodotti e venduti dal suo Paese, quali sono
le industrie del suo Paese che producono e commerciano armi.
7.9 - AUTORIZZAZIONI
Rifiutiamo qualsiasi forma legislativa presente
o futura che introduca in rete degli elementi di restrizione o repressione,
o che limiti l'utilizzo delle tecnologie telematiche come e' gia' accaduto
per le tecnologie radio, dove un sistema di autorizzazioni e licenze ha
di fatto impedito l'accesso diffuso e popolare alle possibilita' di cambiamento
sociale offerte dalle trasmissioni radio. L'utilizzo di tecnologie per
la comunicazione elettronica in rete non deve essere vincolato ad autorizzazioni
o concessioni ne' limitato da ostacoli fiscali o burocratici, ne' deve
essere
regolato in maniera differente da quanto avviene
per le altre forme di esercizio della liberta' di pensiero, di opinione,
di associazione e di stampa.
CONCLUSIONI
Questo manifesto e' un documento in evoluzione continua, e segue l'evoluzione della "frontiera elettronica" in cui dovranno trovare spazio nuovi diritti e nuove regole. Il manifesto e' frutto del lavoro culturale e dell'azione militante di tutte le realta' di base che in Italia e in altre parti del Mondo hanno contribuito a dare senso e contenuto alla comunicazione elettronica. Questo documento e' libero da ogni forma di copyright, e puo' essere utilizzato liberamente, in forma completa o parziale, per qualsiasi azione che abbia come obiettivo l'affermazione dei principi in esso contenuti.
E' possibile dare la propria adesione al manifesto segnalando il proprio nominativo a <c.gubitosa@peacelink.it>
Si consiglia vivamente l'utilizzo di questo manifesto per il dibattito e l'approfondimento culturale all'interno delle associazioni, delle realta' locali e di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel settore della comunicazione e dell'informazione.
27/2/1999