Subject:         [tacticalmedialist] Il telefonino, un microfono sempre aperto
   Date:         Mon, 12 Jun 2000 15:38:56 +0200
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Inchiesta : Panopticon
Il telefonino, un microfono sempre aperto
Se due piu' due fa quattro....
1)
ore 18:57 del 28-01-99  ANSA :
Cellulare, rischio intercettazioni anche se spento

STOCCOLMA - Chi teme di essere spiato o ha qualcosa da nascondere non deve
portare addosso il telefono cellulare. Perchè, anche se spento, può essere
utilizzato come strumento di intercettazione. Lo sostiene il capo della
polizia politica svedese Anders Eriksson, che denuncia un aumento dell'uso
dei telefonini nelle intercettazioni. Secondo Eriksson, attraverso un
sofisticato meccanismo elettronico i telefonini possono essere attivati a
distanza senza che  il legittimo proprietario se ne accorga.

Corriere 09.05.00
Israele spiava Arafat con i telefonini spenti dei suoi amici

GERUSALEMME — I palestinesi al pari degli italiani hanno la mania del
telefonino. Non se ne separano mai. Una debolezza sfruttata dallo spionaggio
militare israeliano (Aman). Per mesi il servizio di intelligence ha
ascoltato tutto quanto si diceva nell'ufficio di Arafat. Gli 007 di
Gerusalemme hanno usato come «ricevitori» i cellulari dei collaboratori di
Arafat che ritrasmettevano i colloqui nella sede dell'Aman: un sistema in
grado di funzionare anche a telefonino spento.
I palestinesi hanno scoperto l'azione di spionaggio grazie ad una soffiata
di un servizio segreto amico. Da allora Arafat ha impartito ordini severi.
Ogni volta che c'è una riunione riservata i telefonini devono essere
consegnati alle guardie del corpo.
Nel '96 a Gaza erano state scoperte decine di microspie negli edifici
consegnati dagli israeliani all'Autorità. Tre anni prima a Tunisi,
nell'ufficio di Abu Mazen erano state individuate «cimici» in una sedia e
una macchina fotografica dentro una lampada.
Le rivelazioni non contribuiscono a rasserenare gli animi in un momento
delicato della trattativa Israele-Palestina. Le posizioni sono distanti,
anche se secondo il giornale francese Le Monde vi sarebbe una bozza
d'accordo in base alla quale Gerusalemme resterebbe sotto sovranità
israeliana, mentre i palestinesi avrebbero un controllo di fatto della parte
Est. E Arafat insedierebbe il suo parlamento ad Abu Dis, alle porte della
città santa.

Marco Magagnoli
P.S.
Forse questo e' il motivo per cui in tutti gli ambienti politici quando si
parla di cose importanti si deve sempre staccare la pila del cellulare ?

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