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Comunicato n. 2539-n del 3-1-2001
Gli U.S.A. e le multinazionali del Biotech intendono imporre gli OGM al
mondo con le sanzioni della WTO.
Gli U.S.A. e l'Argentina minacciano rappresaglie commerciali in base agli accordi WTO, per
costringere piccoli paesi come la Bolivia, lo Sri Lanka e la Croazia a revocare normative
sfavorevoli agli Organismi Geneticamente Modificati. Documenti riservati mostrano che i piccoli
stati vengono sottoposti a pressioni enormi quando tentano di implementare normative più
restrittive in materia di OGM. Anche l'Unione Europea è sottoposta a simili pressioni. "Friends of
the Earth International" (FoEI) denuncia che gli U.S.A. e altri stati pro-biotech, come l'Argentina,
cercano di intimidire piccoli stati che intendono adottare leggi contro il transgenico. Friends of the
Earth presenta documenti riservati dei governi di Stati Uniti e Argentina in cui vengono espresse
minacce in intraprendere azioni in sede WTO (l'Organizzazione mondiale del Commercio) contro
Paesi che adottassero simili normative. Sri Lanka e Croazia che intendono bandire gli OGM stanno
affrontando pressioni crescenti. La Bolivia, che aveva adottato una Risoluzione che bandiva gli
OGM nel gennaio 2001, è stata costretta a revocarla a causa delle pressioni subite da parte
dell'Argentina e delle sue compagnie agribiotech. La Risoluzione della Bolivia imponeva una
moratoria in vigore dal gennaio al dicembre 2001 sull'importazione di prodotti, derivati e generi
alimentari di origine agricola contenenti OGM. Il governo boliviano in agosto ha dichiarato
l'intenzione di prolungarla oltre il dicembre 2001 e di trasformarla in un "Decreto Supremo", che la
avrebbe trasformata in legge a tutti gli effetti. Tale impegno veniva preso ufficialmente il 23 Agosto
2001, con un accordo firmato dal governo boliviano insieme a gruppi di agricoltori e di lavoratori
della terra. FOBOMADE, un'associazione ambientalista boliviana, ha di recente appreso che il
governo ha invece elaborato una nuova risoluzione nel mese di ottobre, in cui la moratoria veniva
revocata senza che il governo ne desse informazione al pubblico e senza annunci ufficiali. "La
revoca della Risoluzione mostra la debolezza del nostro Governo di fronte alle pressioni
dell'Argentina e delle Multinazionali dell'agribiotech", ha dichiarato Maria Luisa Ramos di
FOBOMADE. "È vergognoso che una piccola nazione come la nostra sia obbligata ad accettare
alimenti geneticamente modificati anche contro la volontà dell'opinione pubblica" FoEI ha ottenuto
un documento riservato, inviato dalla Missione boliviana a Ginevra al proprio Ministro degli Affari
Esteri. In essa si afferma che "Dietro a tutto c'è la lobby argentina della soia, che esporta cinque
milioni di dollari in soia GM in Europa e Nord America". Nello stesso documento l'Ambasciatrice
boliviana a Ginevra sembra piegarsi alla volontà argentina, comunicando al Ministro che la
Risoluzione della Bolivia sembra contraria alle norme della WTO, affermando che "la situazione
corrente è molto delicata, poiché la Missione boliviana ritiene che dal punto di vista delle regole
della WTO le ragioni esposte dalla Missione argentina sono molto valide, e la nostra nazione non ha
alcuna solida giustificazione per difendere le misure adottate". I potentati agrari argentini hanno
duramente minacciato la Bolivia per mesi con le sanzioni WTO, come mostrano altri documenti
divulgati da FoEI. Le pressioni sui i Paesi che vogliono adottare normative antitransgeniche
sembrano seguire una stessa falsariga. All'inizio dell'anno, il governo dello Sri Lanka ha redatto un
Atto in materia alimentare che avrebbe bandito gli OGM dal Paese. Il Consigliere per l'Agricoltura
dell'ambasciata U.S.A. in India ha minacciato lo Sri Lanka di impugnare il bando davanti alla
WTO, ciò che avrebbe potuto costare al Paese 190 milioni di dollari in sanzioni se lo Sri Lanka non
avesse revocato il bando. L'Atto avrebbe dovuto entrare in vigore a settembre del 2001, ma a causa
della pressione degli Stati Uniti e dell'Australia è stato rimandato indefinitamente. In Croazia, ad
una Tavola Rotonda organizzata dal Ministero dell'Ambiente il 10 dicembre, FoEI e la ONG
europea ANPED hanno denunciato le intimidazioni statunitensi contro il Governo croato affinché
abbandoni il progetto di una moratoria sugli OGM. In un documento riservato ottenuto da Green
Action - FoE Croazia, indirizzato dall'ambasciata U.S.A. al Ministro dell'Ambiente croato, dice che
"se una tale moratoria fosse adottata, il governo U.S.A. dovrebbe considerare la possibilità di
difendere i propri interessi davanti alla WTO".Il Ministro, Bozo Kovacevic ha detto il 12 dicembre
che non avrebbe risposto alla lettera dell'ambasciata americana. Il documento riservato asseriva
anche che gli alimenti GM "hanno dimostrato di essere sicuri come gli alimenti convenzionali, negli
Stati Uniti e altrove". Comunque organizzazioni statunitensi affermano, in un documento
indirizzato al Ministro dell'Ambiente croato in risposta a ciò, che i meccanismi di controllo e le
politiche di monitoraggio americani sono inadeguati a concludere che gli OGM siano sicuri."Il
sostegno del Governo U.S.A. agli organismi geneticamente modificati è così aggressivo da arrivare
a sovvertire le leggi degli altri Stati", ha detto Larry Bohlen di Friends of the Earth U.S. "Chiediamo
al nostro Governo che smetta di imporre unilateralmente la sua volontà nelle altre parti del mondo".
L'Unione Europea subisce lo stesso tipo di pressioni. Il documento U.S.A. inviato alla Croazia svela
intenti dissuasori nei confronti di altri Paesi che intendessero adottare in materia di OGM strumenti
legali analoghi a quelli dell'Unione Europea. Nel testo, l'ambasciata U.S.A. "consiglia cautela
nell'implementazione delle direttive UE in materia biotech, che richiedono infrastrutture concrete e
capacità istituzionali per essere messe in pratica".In effetti, gli U.S.A. stanno tentando di affossare
l'intenzione europea di adottare legislazioni in materia di etichettatura e tracciabilità, e sta facendo
pressioni sull'Unione perché ritiri la moratoria. L'UE ha notificato alla WTO le nuove misure in
materia appunto di etichettatura e tracciabilità. I membri della WTO hanno potuto esprimere i loro
commenti sino al 28 dicembre 2001, e la Commissione Europea ha detto che renderà presto pubblici
tali commenti e tutte le questioni correlate. Fondamentalmente, gli U.S.A. si oppongono alla
regolamentazione che è stata proposta. Alan Larson, Segretario di Stato americano per gli affari
agricoli ed economici, ha detto di recente a Bruxelles che "non è disposto ad accettare che non ci
siano progressi sull'approvazione (di legislazioni meno restrittive, ndT) per i prossimi due anni. Le
preoccupazioni per un'imminente disputa commerciale in sede WTO contro l'UE sono crescenti.
"l'Organizzazione mondiale del Commercio è lo strumento che gli Stati Uniti e le multinazionali del
Biotech stanno adoperando per forzare le nazioni di tutto il mondo ad accettare gli OGM", dice Juan
Lopez, consigliere per il biotech di Friends of the Earth International. "Chiediamo ai governi di
tutto il mondo di non cedere di fronte alla WTO. Ogni Paese del mondo deve avere il diritto di
stabilire una moratoria sull'introduzione di OGM sinché non si siano stabilite adeguate legislazioni
e strumenti di controllo efficienti, che assicurino una regolamentazione adeguata in materia di
biosicurezza.
(Friends of the Earth, segnalata da Mobilitebio)
Info: Sulla Bolivia: www.foeeurope.org/press/17.12.01.htm;sulla Croazia: http://www.zelena-
akcija.hr/eng/green_action.html; sullo Sri Lanka
http://www.foei.org/campaigns/Biotechnology/indexbiotechnology.html
(Fonte AceA)