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Udine, 17 marzo 2000
OGGETTO: inquinamento da polline OGM
Sono un produttore biologico, nonché tecnico consulente in agricoltura biologica. Mi rivolgo a voi per avere qualche delucidazione o consiglio su come comportarsi nel caso di inquinamento da polline ogm.
La mia esigenza nasce dal fatto che collaboro con una società commerciale che si occupa esclusivamente di materie prime (cereali e leguminose) biologiche. Recentemente, a richiesta di alcuni clienti che richiedono prodotti "ogm free", questa società commerciale ha effettuato analisi presso un laboratorio ufficiale, su un campione relativo ad una partita (fortunatamente piccola) di soia prodotta in un'azienda biologica da me seguita. Questo campione è risultato positivo, ovvero sono state rilevate tracce di DNA modificato e l'intera partita è stata dirottata sul mercato convenzionale. L'agricoltore si è visto decurtato il valore del suo prodotto finale. (potete immaginarvi la reazione!).
Ovviamente non è possibile provare che fosse inquinato il seme originario dato che normalmente viene utilizzato tutto per la semina, e comunque un agricoltore non si può fare carico di conservare un numero di sacchi integri di soia da seme tali da costituire "campione in contraddittorio". È quindi ipotizzabile che sia avvenuto un inquinamento da polline derivante da colture OGM in atto nella zona.
Essendo l'argomento di estrema delicatezza, credo che sia importante avere delle indicazioni precise su come muoversi per affrontare il problema.
Credo che sia giusto che l'intera comunità venga responsabilizzata su ciò che sta accadendo nell'ambiente intorno a noi. È un dato di fatto che la popolazione si allarma solo davanti a fatti eclatanti. Questa volta il pericolo è troppo subdolo perché desti lo stupore della gente. Forse spiegando pubblicamente (con una lettera al Sindaco, ai giornali ecc.) che si è subito un danno e chiedendone il risarcimento alla collettività si può muovere qualcosa.
Vi sarei grato se aveste la possibilità di mettermi in
contatto con qualcuno che abbia competenza nel settore o che mi sappia
comunque dare indicazioni su come comportarsi per prevenire le "sorprese"
ed eventualmente ottenere un risarcimento.
Stefano Soldati
tel. 0335-5634287 fax. 0421-242145 e-mail: stesolda@tin.it