Vi invio una copia della lettera che ho mandato anche a diverse organizzazioni che si occupano di questo tema, al fine di avere il maggior numero di informazioni necessarie a far fronte al problema dell'inquinamento da polline.
Credo che per questo anno non si possa intervenire se non con una denuncia che però al momento non posso supportare con dati documentali, nel senso che l'agricoltore coinvolto non vuole mettere a rischio la sua immagine.
Per il prossimo anno avrei bisogno di informazioni precise e "fondate" dal punto di vista legale, per poter mettere a segno una eventuale richiesta di risarcimento. Sapere come comportarsi per raccogliere in modo ufficiale campioni e per poter determinare esattamente a chi e in che termini rivolgersi.
Un amico genetista mi ha detto che, potendo risalire al tipo di gene "estraneo" presente nel materiale vegetale (soia o mais) ed essendo questo registrato da un "legittimo proprietario", si potrebbe chiedere il risarcimento a quest'ultimo. Infatti ha immesso nell'ambiente un prodotto non ancora commercializzabile. Ma è anche vero che potrebbe derivare da una sbagliata sperimentazione; allora i responsabili sarebbero coloro che l'hanno effettuata o coloro che avrebbero dovuto controllare sulla impostazione e distruzione del risultato finale.  A questo punto mi perdo e chiedo a voi di darmi un aiuto.
Grazie
Stefano Soldati

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  Udine, 17 marzo 2000

  OGGETTO: inquinamento da polline OGM
 

  Sono un produttore biologico, nonché tecnico consulente in agricoltura biologica. Mi rivolgo a voi per avere qualche delucidazione o consiglio su come comportarsi nel caso di inquinamento da polline ogm.

  La mia esigenza nasce dal fatto che collaboro con una società commerciale che si occupa esclusivamente di materie prime (cereali e leguminose) biologiche. Recentemente, a richiesta di alcuni clienti che richiedono prodotti "ogm free", questa società commerciale ha effettuato analisi presso un laboratorio ufficiale, su un campione relativo ad una partita (fortunatamente piccola) di soia prodotta in un'azienda biologica da me seguita. Questo campione è risultato positivo, ovvero sono state rilevate tracce di DNA modificato e l'intera partita è stata dirottata sul mercato convenzionale. L'agricoltore si è visto decurtato il valore del suo prodotto finale. (potete immaginarvi la reazione!).

  Ovviamente non è possibile provare che fosse inquinato il seme originario dato che normalmente viene utilizzato tutto per la semina, e comunque un agricoltore non si può fare carico di conservare un numero di sacchi integri di soia da seme tali da costituire "campione in contraddittorio". È quindi ipotizzabile che sia avvenuto un inquinamento da polline derivante da colture OGM in atto nella zona.

  Essendo l'argomento di estrema delicatezza, credo che sia importante avere delle indicazioni precise su come muoversi per affrontare il problema.

  Credo che sia giusto che l'intera comunità venga responsabilizzata su ciò che sta accadendo nell'ambiente intorno a noi. È un dato di fatto che la popolazione si allarma solo davanti a fatti eclatanti. Questa volta il pericolo è troppo subdolo perché desti lo stupore della gente. Forse spiegando pubblicamente (con una lettera al Sindaco, ai giornali ecc.) che si è subito un danno e chiedendone il risarcimento alla collettività si può muovere qualcosa.

  Vi sarei grato se aveste la possibilità di mettermi in contatto con qualcuno che abbia competenza nel settore o che mi sappia comunque dare indicazioni su come comportarsi per prevenire le "sorprese" ed eventualmente ottenere un risarcimento.
  Stefano Soldati
 
 

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