tratto da "Il Corriere del Ticino" rubrica esteri 19 maggio 2000

http://www.cdt.ch/giornale/cdt/19052000/ESTERO/19052000072238.asp Londra -

La colza transgenica è da due anni in Europa e nessuno se ne era accorto. Mentre ambientalisti, governi, scienziati discutevano sui potenziali rischi o presunte sicurezze del «cibo di Frankstein», dal Canada arrivavano carichi di semi di colza «naturale» dentro la quale però, per un banale errore, erano finiti anche semi geneticamente modificati. Quelle sementi - importate in Europa dalla società britannica Advanta Seeds, sono state piantate da coltivatori ignari in Gran Bretagna, Francia, Germania e Svezia. Hanno germogliato e sono state raccolte. La storia è venuta fuori soltanto oggi a Londra. Ad accorgersi della contaminazione sarebbe stato un laboratorio in Germania che il 3 aprile avrebbe chiesto spiegazioni alla Advanta Seeds, la quale a sua volta avrebbe svolto delle indagini scoprendo che l'errore era avvenuto in Canada. Ieri mattina sulla stampa britannica sono uscite le prime indiscrezioni, poi le conferme dell'importatore e dei governi interessati, oltre alle rassicurazioni. Nessun pericolo per consumatori e ambiente. La contaminazione riguarda aree trascurabili e si esclude - ha detto nel pomeriggio alla Camera dei Comuni il sottosegretario all'Agricoltura Nick Brown - una proliferazione spontanea perché i semi transgenici sono «sterili». Una tesi questa che non trova tutti d'accordo. Ci sono scienziati e ambientalisti che sostengono esattamente il contrario e paventano una inarrestabile e progressiva mutazione genetica delle piante. La Svizzera invece sarabbe stata risparmiata, secondo i controlli dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). «In Svizzera, la colza è commercializzata in autunno. Non abbiamo trovato nessuna traccia di organismi geneticamente modificati (OGM) nei controlli effettuati in quel periodo», ha detto all'Ats Olivier Félix, dell'UFAG. «Ma non si può mai essere sicuri al 100% in questo campo», ha aggiunto.

 

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