Le potenzialita' della biologia molecolare hanno rivoluzionato il mondo
della ricerca di base e applicata sia nel campo biomedico che nel campo ecologico.
Grazie alle sempre piu' approfondite conoscenze sul DNA e sul suo ruolo
nella vita animale e vegetale si sono raggiunti obiettivi fino a poco tempo
fa impensabili, come lo studio di alcune gravi patologie, come il
cancro, fino alla produzione di vaccini piu' sicuri, come quello per l'epatite
B.
Anche in campo agroalimentare parallelamente si e' sviluppato ed e' cresciuto
il settore biotecnologico, come branca della biologia molecolare applicata,
grazie ai poderosi investimenti delle grosse multinazionali del settore, con
l'obiettivo manifesto di migliorare le condizioni di vita degli agricoltori,
aumentando la produttivita' dei loro raccolti, e della popolazione mondiale,
contrabbandando una prossima e globale rivoluzione verde. Ma a differenza di
cio' che accade in campo biomedico, al di la' delle intenzioni manifeste, spesso
vere e proprie operazioni di marketing occulto, lo sviluppo in campo agroalimentare
delle biotecnologie ha portato con se' dubbi e perplessita': dal punto di vista
della sostenibilita' ecologica: parte della stessa
comunita' scientifica e non solo il mondo ambientalista esprime perplessita'
di fronte alle declamazioni sulla presunta innocuita' dei prodotti
biotek, sia per cio' che riguarda l'impatto sull'ecosistema nell'immediato (
gli effetti sulla farfalla monarca del polline del mais Bt o il rilascio della
stessa tossina Bt nel terreno ne sono un esempio), sia per cio' che concerne
i possibili effetti sull'ambiente a medio-lungo termine come possibile perdita
della biodiversita'; dal punto di vista della sanita' pubblica: il principio
dell'equivalenza sostanziale sostenuto dalla Food and Drug Administration e
dalle multinazionali del settore cozza con la necessita' di avere dati sull'effettivo
effetto dei cibi transgenici sulla salute umana (non viene considerato il principio
di precauzionalita', utilizzato ad esempio per i test su farmaci e pesticidi);
dal punto di vista dell'impatto socio-economico sui piccoli produttori del sud
del mondo, che alla faccia dello sviluppo, stanno subendo l'aggressiva politica
di marketing delle biotek corporations, non solo in casi specifici (il gene
Terminator di Monsanto appena ritirato, l'erbicida Roundup), ma
anche sulla controversa questione dei brevetti e sul pagamento delle royalties.
A Genova il 24 maggio inizieranno i lavori di Tebio, mostra-convegno internazionale
sulle biotecnologie, una data verso la quale le associazioni ambientaliste e
la Rete Lilliput si stanno gia' muovendo per organizzare la mobilitazione,
ma anche per presentare le proposte alternative al di la' di inutili e fuorvianti
toni da crociata.
E' importante che anche il mondo del Commercio Equo e Solidale e quello della
Cooperazione Internazionale si facciano avanti, sia come contributo di esperienza,
sia come coinvolgimento diretto: un'altra occasione per fare da amplificatori
delle istanze e delle necessita' che ci arrivano dalle periferie del mondo,
creando quella connessione tra Nord e Sud nell'ottica di uno sviluppo realmente
a misura di pianeta.