Giustizia e non piu' carita', sobrieta' e non piu' opulenza.
Ci troviamo di fronte ad una guerra silenziosa e spietata
che sta facendo 40 milioni di morti all'anno per fame. E' determinata dall'industria
della miseria, messa in atto dal capitalismo neoliberale. Ormai sappiamo
tutti che la miseria non e' una fatalita' o destino storico, ma viene causata
da scelte umane. Ancora peggio, la miseria e' diventata una vera industria
dei ricchi, che per riuscire a capitalizzare sempre di piu', impoveriscono
gli altri in maniera spietata e senza nessuna vergogna. Ci dicono i dati
dei due rapporti annuali dell'ONU e della Banca Mondiale, edizione 1999,
sulla situazione del nostro pianeta, che la concentrazione del reddito
sta crescendo sempre piu', arricchendo i gia' pochissimi ricchi e impoverendo
i tantissimi poveri. Per questo siamo arrivati ad un miliardo e 500 milioni
di persone che sono dichiarate miserabili e che saranno immolate sull'altare
del neoliberismo, per incensare l'idolo del capitale. "E' l'idolatria del
capitale - denunciano i nostri teologi del Sud del
mondo- dove si osa sacrificare una parte dell'umanita'
per il nuovo idolo che e' il lucro". E' una guerra silenziosa di proporzioni
gigantesche quanto a vittime, ci dicono gli storici.
Noi che viviamo con i popoli del Sud del mondo, noi che
lottiamo per la giustizia e per la pace, noi che sudiamo fatica, sofferenza
e sacrificio per costruire un mondo migliore, noi che siamo continuamente
coinvolti dai clamori degli esclusi e degli ultimi, non sopportiamo piu'
questo massacro delle popolazioni povere, non accettiamo piu' le vostre
ipocrisie e denunciamo le
vostre violenze che opprimono i poveri, lasciando pianti,
disperazioni, drammi e morte. Per questo, vogliamo farci voce dei nostri
paesi di maggioranza povera, per chiamare tutte le nazioni di maggioranza
ricca a fare, almeno, un minuto di
silenzio, per ascoltare il nostro clamore. Siamo ormai
rauchi dal tanto gridare perche' voi non volete ascoltarci, riempiendovi
le orecchie di quel consumismo che non vi permette piu' di sentire il clamore
dei nostri popoli sofferenti del Sud del mondo.
Vogliamo dirvi con tutta la nostra forza :
Smettetela di mettervi la coscienza a posto con quell'offerta,
che avete il coraggio di chiamare "carita'", sborsata solamente perche'
volete comprare anche la bonta' internazionale con i vostri maledetti soldi
che sono purtroppo frutto di meccanismi ingiusti, di cui voi siete fautori
ma anche vittime.
Finitela di adorare il capitale come l'idolo moderno
che vi porta a rendere sacro il privato e vi rinchiude cosi' nei vostri
palazzi neoliberali, rendendo la vostra vita stressata, imbottita di materialismo
e terribilmente fredda di umanesimo. Raccogliete come frutto la solitudine,
che e' il grande male moderno del fine millennio, perche' tutti se ne
vanno dalla vostra casa, ricca ma fredda
di amore. L'impero del denaro sta ammazzando tutti, non
solamente i poveri, ma anche voi ricchi che arrivate a togliervi la vita,
come le terribili statistiche dei suicidi drammaticamente ci annunciano,
per la perdita abissale di senso della vita, e vi create le tante
malattie, con conseguenze anche mortali, a causa dal troppo mangiare, come
i vostri medici sono stanchi di dichiarare.
Date un basta allo sfrenato consumismo! Volete capirla
che il 20% non puo' piu' consumare l'80% dei beni della terra, attraverso
i vostri innumerevoli bisogni indotti che non appartengono piu' alla sfera
del necessario, ma a quella del
superfluo? Trasformate cosi' le citt
in grandi discariche,
rendendo l'aria non piu' respirabile, e date alla vostra vita ritmi di
lavoro pesantissimi solamente per soddisfare bisogni altamente superflui,
non avendo piu' tempo per la
partecipazione sociale, per l'informazione, per il giusto
riposo, per gli hobby.
Non vi accorgete che state diventando macchine che devono
compiere un lavoro continuato?
Non vi fanno spavento le statistiche che fanno emergere
l'aumento preoccupante delle malattie psico-somatiche e psico-mentali tra
di voi?
Non potete piu' esigere che l'80% della popolazione mondiale
continui a consumare cosi' poco da rimanere imprigionato in questa terribile
miseria, per poter salvare il pianeta terra, altrimenti scoppierebbe, come
ci dicono gli esperti.
Smettetela di elaborare e imporre politiche dettate dal
diabolico sistema neoliberale, che impongono un capitalismo selvaggio e
altamente nefasto, come vogliono i nascenti trattati di libero commercio
nordamericani per tutta l'America e per l'Africa, chiamati NAFTA FOR AMERICA
E FOR AFRICA, e che esigono la riduzione drastica delle tasse sulle societa'
straniere attraverso gli incentivi fiscali, l'immediata e completa privatizzazione
dei patrimoni e dei servizi pubblici, la possibilita' alle societa' straniere
di avere accesso illimitato alle risorse naturali, l'adozione di politiche
agricole che realizzino colture solamente per l'esportazione.
Non potete piu' sostenere il mito della privatizzazione
a scapito del bene comune. La privatizzazione e' il volto moderno della
concentrazione dei beni della terra nelle mani dei pochi ricchi del pianeta,
cosi' come le 200 persone piu' ricche del mondo possiedono un patrimonio
di 1.042 miliardi di dollari (PNUD 1999).
E' questo vostro terribile processo di distruzione del
bene comune che ci ha portati ad avere oggi 1 miliardo e 500 milioni di
persone miserabili, 300 milioni in piu' rispetto al 1987, e che, se non
si invertira' la rotta, ci condurra' nel 2015 ad avere un miliardo e 900
milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno (BIRD 1999).
E' questa vostra sacralizzazione del privato che, distruggendo il bene
di tutti, sta aumentando le disparita' sociali e il divario tra il 20%
piu' ricchi della popolazione mondiale e il 20% piu' poveri, con un rapporto
di 74 a 1 del 1988, molto peggiore di quello del 1960
che era di 30 a 1.
Smettetela di fare le sanguisughe dei paesi estremamente
poveri attraverso il meccanismo diabolico del debito estero, per cui i
nostri paesi poveri devono restituire 3 dollari su 4 prestati da voi, solamente
di interessi, e le nostre popolazioni devono privarsi di beni sociali primari
per poter pagare il debito istituito non da loro, ma dalla globalizzazione
del mercato libero, che impone
ai governi dei paesi poveri pesantissime politiche
di riduzione delle spese sociali per arricchire i creditori pubblici e
privati del vostro nord del pianeta. I paesi estremamente poveri non hanno
nessun dovere di pagare quel debito, che deve essere cancellato, mentre
avrebbero il diritto di esigere il risarcimento dei danni creato dai vostri
prestiti imposti e avvelenati.
Vogliano chiedervi con tutta la nostra passione per la giustizia:
Abbiate il coraggio di passare da donatori di aiuti a
debitori di giustizia, perche' i vostri aiuti sono stati molte volte dei
doni avvelenati per avere la simpatia dei nostri poveri e per poter poi
denudarli completamente, anche perche'e' umiliante e disumano per i nostri
poveri, dopo essere stati sfruttati dalle vostre inique azioni, inginocchiarsi
davanti a voi e ringraziarvi per la carita'. Ascoltate il clamore degli
impoveriti e degli esclusi, come quello dei nostri senza terra: "Noi siamo
affamati di giustizia", per imparare ad essere solidali non piu' attraverso
i soldi che vengono dalle vostre mani sporche di sangue del
sacrificio dei miserabili, ma mediante i vostri impegni
di fare giustizia, promovendo i diritti umani e facendo scattare un nuovo
tipo di rapporti internazionali basati sull'uguaglianza e sulla dignita'
umana.
Abbiate la forza di invertire la rotta del vostro sistema
neoliberale, esigendo una economia di uguaglianza e di giustizia, mediante
una politica del bene comune, non piu' serva e schiava del privato.
Promuovete e non spezzate il cammino di tutte quelle
vostre iniziative popolari che recuperano una economia a servizio del bene
e della dignita' della persona umana e della natura, come le iniziative
del no-profit, del commercio equo e solidale, della banca etica, del consumatore
consapevole e critico, del cittadino solidale.
Realta' che si pongono finalmente l'obbiettivo del bene
comune e non vogliono essere piu' a servizio del lucro.
Valorizzate e non frammentate, bloccando il loro cammino,
tutti quei vostri gruppi, associazioni, cooperative, movimenti, organizzazioni,
che cercano di formare una grande rete internazionale per imbrigliare il
sistema di questo capitalismo nefasto e per porre fine al diabolico impero
del denaro, divoratore della vita dei poveri.
Obbligate le vostre multinazionali a pagare giustamente
la nostra manodopera, a non sfruttare il lavoro minorile delle nostre popolazioni
povere, a rispettare tutti i diritti lavorativi, a migliorare le condizioni
di lavoro, all'impegno per la fabbricazione dei prodotti biologici, a non
evadere le tasse, a rispettare la sovranita' dei nostri paesi, accogliendo
cosi' le rivendicazioni di
tutti quei consumatori critici che stanno facendo il
boicottaggio per forzare le multinazionali ad avere comportamenti etici,
senza piu' fare disastri in giro per il mondo.
Udite il clamore della terra, come quello piangente
dell'Amazzonia, per cambiare la vostra terribile concezione della natura
come merce di lucro, oggetto di speculazione e bene privato che ha condotto
alla distruzione di ben 550 kmq di foresta amazzonica, un territorio corrispondente
alla grandezza della Francia, e che ha riportato la linea di distruzione
da discendente negli anni 95 ad ascendente dal 1998, e per imparare dai
nostri Indios e dalle popolazioni rurali, come i contadini e i senza terra,
a trattare la terra come madre e come fonte di bene per tutti i suoi figli
e figlie, rispettando e salvaguardando la
natura.
Esigete che il quarto potere, quello dei mezzi di comunicazione,
possa attuare, insieme con noi, la rivoluzione culturale sul pianeta terra,
attraverso una informazione equa e etica, che possa formare e non piu'
manipolare le coscienze.
E' necessaria una educazione alla pace, all'uguaglianza,
alla liberazione e al senso del bene comune: diffondendo una cultura
ecologica e per la giustizia, formando persone umane e non piu' androidi,
con una capacita' critica tale da rivendicare i propri diritti e da inventare
cammini che portano alla difesa e promozione della vita in abbondanza per
tutti i popoli, ed anche per tutti gli essere viventi del pianeta terra.
Infine, aiutateci a combattere la globalizzazione dell'economia
neoliberale attraverso la pianetarizzazione della solidarieta', che centinaia
di migliaia di gruppi e movimenti popolari e religiosi dei nostri 5 continenti
stanno realizzando con fatica, sudore e sacrificio, ma anche con molta
passione, per raggiungere finalmente quel mondo giusto e solidale che tutti
noi sentiamo
profondamente come chiamata che viene dal cuore della
nostra amata umanita'.
Speranzosi che questo nostro clamore possa risuonare,
prima o dopo mediante inaspettati cammini, nella vostra coscienza, vi abbracciamo
con lo stesso abbraccio di solidarieta' e di richiesta di giustizia dei
nostri popoli del Sud del mondo.
Adriano Sella e Andrea Franzini
*Adriano Sella, missionario religioso in Amazzonia (Brasile)
*Andrea Franzini, missionario laico in Amazzonia (Brasile)