6 febbraio 2002
Resistenza al neoliberismo, al militarismo, alla guerra :
per la pace le la giustizia sociale
[il documento dei movimenti sociali
riuniti a Porto Alegre]
1) Di fronte al continuo deterioramento nelle condizioni di vita dei popoli,
noi, movimenti sociali del mondo intero, ci siamo incontrati in decine
di migliaia nel Secondo Forum sociale mondiale di Porto Alegre. Siamo qui
a dispetto dei tentativi di spezzare la nostra solidarietą. Ci incontriamo
di nuovo per continuare le nostre lotte contro il neoliberismo e la guerra,
per confermare gli accordi dello scorso Forum e riaffermare che un altro
mondo č possibile.
2) Siamo diversi - donne e uomini, adulti e giovani, popoli indigeni, contadini
e urbani, lavoratori e disoccupati, senza casa, anziani, studenti, persone
di ogni credo, colore, orientamento sessuale.
L'espressione di questa diversitą č la nostra forza e la base della nostra
unitą. Siamo un movimento di solidarietį global, unito nella nostra determinazione
di lottare contro la concentrazione della ricchezza, la proliferazione
della povertą e delle ineguaglianze e la distruzione della nostra terra.
Siamo costruendo alternative, utilizzando modi creativi per promuoverle.
Stiamo costruendo una ampia alleanza a partire dalle nostre lotte e dalla
resistenza a un sistema che č fondato sul patriarcato, il razzismo e la
violenza, che privilegia gli interessi del capitale sui bisogni e le aspirazioni
dei popoli.
3) Questo sistema produce il dramma quotidiano di donne e bambini e anziani
che muoiono di fame, dell'assenza di cure sanitarie e di malattie che potrebbero
essere prevenibili. Intere famiglie sono obbligate a lasciare le loro case
a causa delle guerre, dell'impatto del " megasviluppo ", della
mancanza di terra e in presenza di disastri ambientali, disoccupazione,
attacchi ai servizi pubblici e distruzione della solidarietą sociale Al
Sud come al Nord forti lotte e resistenze stanno nascendo per far valere
la dignitį della vita.
4) L'11 settembre ha segnato una svolta drammatica. Dopo gli attacchi terroristici,
che condanniamo assolutamente, cosķ come condanniamo tutti gli altri attacchi
sui civili in altre parti del mondo, il governo degli Stati Uniti e i suoi
alleati hanno lanciato una massiccia operazione militare. In nome della
"guerra al terrorismo" vengono attaccati in tutto il mondo i
diritti civili e politici. Con la guerra contro l'Afghanistan, in cui sono
stati usati anche metodi terroristici, e con le nuove che si preparano,
ci troviamo di fronte a una guerra globale permanente, per estendere scatenata
dal governo degli Usa e dai suoi alleati per stabilire il loro dominio.
Questa guerra rivela l'altra faccia del neoliberismo, la pił brutale e
inaccettabile.L'Islam viene demonizzato, mentre il razzismo e la xenofobia
vengono deliberatamente diffusi. La stessa informazione e i mass media
prendono attivamente parte a questa campagna bellicista che divide il mondo
tra il "bene" e il "male". L'opposizione a questa guerra
é uno degli elementi costitutivi dei nostri movimenti.
5) La situazione di guerra ha ulteriormente destabilizzato il Medioriente,
fornendo il pretesto per un'ulteriore repressione del popolo palestinese.
Di fronte all'occupazione brutale di Israele, un compito urgente del nostro
movimento é quello di mobilitare la solidarietį per il popolo palestinese
e la sua lotta all'autodeterminazione. Questo é vitale per la sicurezza
collettiva di tutti i popoli della regione.
6) Allo stesso tempo, anche nuovi eventi confermano l'urgenza delle nostre
lotte. In Argentina la crisi finanziaria causata dal fallimento degli aggiustamenti
strutturali del Fondo monetario internazionale e il debito crescente hanno
fatto precipitare la crisi sociale e politica. Questa crisi ha prodotto
proteste spontanee delle classi lavoratrici e della classe media, una repressione
che hacausato morti, cambiamenti nel governo e nuove alleanze tra gruppi
sociali diversi. Con la forza dei "cacerolasos" il popolo ha
potuto assicurarsi la soddisfazione dei principali bisogni di base.
7) Il collasso della multinazionale Enron č un esempio della bancarotta
dell'economia "del casinó" e della corruzione degli uomini d'affari
e dei politici. I lavoratori sono rimasti senza impiego e senza pensioni.
Nei paesi in via di sviluppo questa multinazionale impegnata in attivitą
fraudolenti e i suoi progetti hanno cacciato la popolazione dalle loro
terre aumentando smisuratamente i prezzi dell'elettricitą e dell'acqua.
8) Il governo degli Stati Uniti nel suo sforzo di proteggere gli interessi
delle grandi imprese, ha abbandonato con arroganza i negoziati di Kyoto
sul riscaldamento globale, il trattato sui missili antibalistici, la convenzione
sulla biodiversitą, la conferenza dell'Onu sul razzismo e l'intolleranza
e il confronto per ridurre la fornitura di armi leggere, dimostrando ancora
una volta che l'unilateralismo degli Stati Uniti fa saltare i tentativi
di trovare
soluzioni multilaterali ai problemi globali.
9) A Genova il G8 ha completamente fallito nella sua pretesa di governo
globale. Di fronte a una massiccia mobilitazione e resistenza, hanno risposto
con la violenza e la repressione, denunciando come criminali coloro che
avevano osato protestare. Ma non sono riusciti a intimidire il nostro movimento.
10) Tutto ció avviene nel contesto di una recessione globale. Il modello
economico neoliberista distrugge i diritti, le condizioni e i livelli di
vita dei popoli. Usando ogni mezzo per proteggere i loro dividendi, le
mulitinazionali licenziano, riducono i salari e chiudono fabbriche, spremendo
fino all'ultimo i lavoratori. I governi di fronte a questa crisi economica
rispondono con la privatizzazione, il taglio delle spese sociali e una
riduzione permanente dei diritti di lavoratori e lavoratrici. Questa recessione
dimostra il fatto che le promesse neoliberiste di crescita e prosperitį
sono una bugia.
11) Il movimento globale per la giustizia sociale e la solidarietį si trova
di fronte a enormi sfide : la sua lotta per la pace e la sicurezza collettiva
impone di misurarsi con la povertį, le discriminazioni, il dominio e la
creazione di una societį sostenibile alternativa. I movimenti sociali condannano
con forza la violenza e il militarismo quali strumenti di risoluzione dei
conflitti ; la promozione di guerre di bassa intensitį e le operazioni
militari del Plan Colombia come parte dell'iniziativa regionale andina,
il piano Puebla Panama, il commercio di armi e la crescita delle spese
militari, gli embarghi economici contro i popoli e nazioni, in particolare
contro Cuba e Iraq, e la crescente repressione nei confronti di sindacalisti
e attivisti. Noi sosteniamo le lotte dei sindacati e dei lavoratori del
settore informale, come uno strumento essenziale per il miglioramento delle
condizioni di lavoro e di vita, l'effettivo diritto di organizzarsi, il
diritto di sciopero, il diritto alla contrattazione collettiva a diversi
livelli e per conquistare l'uguaglianza salariale e delle condizioni di
lavoro tra donne e uomini. Rifiutiamo la schiavitś e lo sfruttamento dei
bambini. Sosteniamo le lotte dei lavoratori e dei sindacati contro la flessibilitį,
l'esternalizzazione del lavoro e i licenziamenti e chiediamo nuovi diritti
internazionali per i lavoratori e le lavoratrici delle multinazionali e
delle loro fornitrici, in particolare il diritto alla libertį sindacale
e alla contrattazione collettiva.
12) Le politiche neoliberiste creano ulteriore miseria e insicurezza. Esse
hanno aumento in maniera impressionante il traffico e lo sfruttamento sessuale
di donne e bambini che condanniamo con forza. Povertį e insicurezza portano
anche alle migrazioni e a milioni di esseri umani é negata la dignitį,
la libertį, i diritti. Perció noi chiedimamo il diritto alla libert“adi
movimento, il diritto all'integritį fisica e a uno statuto legale per tutti
e tutte i lavoratori e le lavoratrici migranti. Sosteniamo i diritti dei
popoli indigeni e l'applicazione dell'articolo 169 Oil nel quadro delle
leggi nazionali.
13) Il debito estero dei paesi del Sud é stato gi“apagato piś volte. Il
debito, illeggittimo, ingiusto e fraudolento, funziona come uno strumento
di dominio, toglie ai popoli i loro fondamentali diritti umani con il solo
scopo di aumentare l'usura internazionale. Chiediamo la cancellazione incondizionata
del debito e la riparazione dei debiti storici, sociali ed ecologici. I
paesi che chiedono il rimborso del debito hanno intrapreso lo sfruttamento
delle risorse naturali e intellettuali del Sud.
14) Acqua, terra, cibo, foreste, semi, la cultura e le identitį dei popoli
sono beni comuni dell'umanitį per le generazioni presenti e future. E'
essenziale conservare la biodiversitį. I popoli hanno il diritto a un cibo
sano e stabile, libero da organismi geneticamente modificati. La sovranitį
alimentare a livello nazionale, regionale e locale é un diritto umano fondamentale
; in questo senso costituiscono richieste fondamentali la riforma agraria
e l'accesso dei contadini alla terra.
15) Il vertice di Doha ha confermato l'illeggitimitį del Wto. La presunta
" agenda per lo sviluppo " adottata in realtį difende solo gli
interessi delle multinazionali. Con il lancio di un nuovo round il Wto
si sta avvicinando al suo obiettivo di trasformare ogni cosa in merce.
Per noi, cibo, servizi pubblici, agricoltura, salute, istruzione e i geni
non sono in vendita. Inoltre rifiutiamo il brevetto di qualsiasi forma
vivente. L'agenda del Wto viene estesa a livello continentale attraverso
gli accordi di libero commercio e investimenti. Organizzando proteste come
le grandi dimostrazioni contro l'Alca, i popoli hanno rifiutato questi
accordi che rappresentano una ricolonizzazione e la distruzione di valori
fondamentali, sociali, economici, culturali e ambientali.
16) Noi vogliamo rafforzare il nostro movimento attraverso azioni e mobilitazioni
comuni per la giustizia sociale, per il rispetto dei diritti e delle libertį
; per la qualitį della vita, l'uguaglianza, la dignitį e la pace.
