OGNI ANNO NEL MONDO 10.000.000 DI BAMBINI
MUOIONO DI FAME
PERCHE' I PADRONI DELLA TERRA HANNO DECISO CHE
IL CIBO
E' UNA MERCE
E NON UN DIRITTO.
SEI ANNI FA, ALLA FAO, I GOVERNI SI
IMPEGNARONO
A DIMEZZARE IL NUMERO DELLE PERSONE RIDOTTE ALLA FAME
ENTRO
IL 2015.
OGGI DICONO CHE SI ERANO SBAGLIATI.
DICHIARAZIONE DI MARCO BERTOTTO PRESIDENTE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY
INTERNATIONAL A CONCLUSIONE DEL VERTICE FAO SULL'ALIMENTAZIONE
Si chiude oggi il vertice mondiale sull'alimentazione. L'ipocrisia e l'insopportabile
retorica dei governi che hanno partecipato all'incontro di Roma cede nuovamente
il posto al silenzioso dramma quotidiano di milioni di persone, a cui continuano
ad essere negati i piu' fondamentali diritti umani: nutrirsi, curarsi, istruirsi,
avere accesso alle risorse essenziali, vivere una vita dignitosa.
I governi hanno assunto dinanzi alla comunita' internazionale degli obblighi
precisi: garantire la promozione e protezione di tutti i diritti umani, inclusi
quelli economici e sociali, e adempiere in questo modo alle aspirazioni della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la liberta' dalla paura e la liberta'
dal bisogno. Eppure in ogni angolo di mondo ci sono esseri umani che subiscono
le peggiori conseguenze di un sistema economico e sociale che produce miseria
ed emarginazione. Tutto avviene nella colpevole inerzia dei governi, che invece
di adottare misure concrete e possibili per sradicare la poverta' e combattere
l'ingiustizia sociale, continuano a sbandierare le solite false promesse,
ripetute con enfasi in ogni occasione ufficiale e recitate a memoria anche
dalle (poche) delegazioni presenti al vertice di Roma.
Il legame indivisibile tra i diritti socio-economici e le liberta' politiche
ha trovato nello scenario internazionale del dopo 11 settembre un
nuovo terreno di sfida. In un contesto globale caratterizzato dalla paura
e da una pressante richiesta di sicurezza, le ingiustizie sociali
ed economiche che scaturiscono da gravi abusi dei diritti umani - spesso alimentate
o utilizzate a proprio favore dalle grandi imprese multinazionali - creano
un terreno fertile per i disordini e la violenza. Mentre milioni di persone
sono costrette alla guerra da poverta',
discriminazione ed esclusione sociale, i governi continuano ad agitare la
retorica della lotta globale contro il terrorismo e le loro fabbriche proseguono
indisturbate a rifornire di armi gli eserciti piuttosto che a rispondere alle
grandi sfide della poverta', della salute, dell'educazione e degli altri bisogni
sociali.
Per combattere il terrorismo non servono misure straordinarie e leggi d'emergenza,
che erodono le liberta' fondamentali e trasmettono sentimenti di intolleranza
e discriminazione. Occorre invece una mobilitazione internazionale a favore
dei diritti umani, incluso il diritto al cibo: la sfida e' quella di "dirottare
la globalizzazione", perché diventi veicolo per la realizzazione
dell'universalita' e dell'interdipendenza di tutti i diritti
umani per tutti gli esseri umani.
Roma, 14 giugno 2002
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Tel. 06 44.90.224 E-mail: press@amnesty.it
SPEZZO' IL
PANE
Gran parte degli
abitanti del pianeta non ha diritto all'acqua e al cibo necessari per vivere. Il
vertice della Fao ripetera' le cifre nere di una questione che viene descritta
come "naturale" e non lo è.
Nel mondo ci sono risorse per tutti ma il
liberismo, spiega Joao Pedro Stedile, ha concentrato il potere nelle mani di 500
imprese transnazionali. E' l'idea stessa di sviluppo, sostiene Jeremy Rifkin,
che e' prigioniera dell' ideologia del mercato. E la vita delle persone diventa
"materiale biologico", dice Riccardo Petrella, se il nostro futuro resta nelle
mani del capitale privato. Che arriva a brevettare persino i fagioli di una
zuppa millenaria come quella azteca, racconta Pino Cacucci.
Eppure, secondo
Serge Latouche, i mercati africani restano un luogo di socialita'; e i movimenti
sociali di tutto il mondo arriveranno fin dentro la Fao per porre le domande che
i governi fingono di ignorare.
Nel 2000 i paese
colpiti dalla siccita' erano 31, concentrati in Africa e Medioriente. Nel 2025,
a causa della crescita demografica, si aggiungeranno alla lista altri 17 stati,
soprattutto in Asia, compresi India e Cina.
"All'inizio del XX secolo, consumavamo 15 Kg di carne l'anno a
testa...adesso 84: gonfiata, anemica, insapore, moltiplicata dalla
mercificazione del consumo delle filiere alla Mc Donald's" (da Il dio
denaro, di Giorgio Bocca)
"Dal 1960, piu' del 25% delle foreste dell'America centrale e' stato
abbattuto per creare pascoli per le mandrie bovine. I consumatori statunitensi
hanno risparmiato, in media, 25 centesimi su ogni hamburger" (da Ecocidio, di
Jeremy Rifkin)
Unilever, colosso agrochimico attivo in 90 paesi, fattura
50.000.000 di euro l'anno. Lipton, Calvè, Findus, Algida, Bertolli, Biopresto,
sono sue. Gli operai Unilever in Kenia, scrive The Guardian, vivono in
condizioni da "manuale di colonialismo".
L'impresa chimica Monsanto nacque nel 1901 e fece fortuna con la
produzione di saccarina. Negli anni 50 si diede a erbicidi e defolianti, come
l'"Agente arancio" utilizzato in Vietnam. Oggi ha pochi rivali nella produzione
di OGM.
LO DIEDE ALLE
MULTINAZIONALI
Ogni paese, e soprattutto ogni popolo,
dovrebbero avere il diritto di decidere cosa coltivare e quello di produrre il
cibo necessario alla propria sicurezza alimentare. Non e' così, in particolare
per gli indigeni, la parte della popolazione mondiale piu' colpita dalla
globalizzazione dei mercati. Ma i movimenti contadini, indigeni e antiliberisti
del pianeta, dall'Indonesia al Chiapas, dall' Alaska al Botswana, resistono al
dominio dei mercati e costruiscono alternative.
In Italia e in Europa, i
forum sociali si oppongono alla guerra e agli embraghi assassini, come quello
contro l' Iraq, che servono a imporre l'ordine mondiale e condannano alla fame
milioni di persone.
Con le attuali forze produttive
agricole, il pianeta potrebbe nutrire senza alcun problema 12.000.000.000 di
esseri umani. L'ecatombe della fame non e' dovuta a una qualche imprecisata
fatalita', ma a un vero e proprio genocidio. (Jean Ziegler)
"Se dai un
pezzo di pane a un povero ti dicono che sei unbuon uomo, che sei un santo, ma se
ti chiedi perche' il povero non ha un pezzo di pane ti dicono che sei un
pericoloso rivoluzionario" (Helder Camara, vescovo brasiliano)
I popoli
indigeni devono avere il diritto di decidere le priorita' nel processo di
sviluppo per cio' che incide sulle loro culture, le loro istituzioni, il loro
benessere spirituale e sulle terre che essi occupano o utilizzano. (Convenzione
ILO 169, articolo 7 comma 1)
E DISSE:
Per parlare dell' agricoltura italiana, spiega l'assessore
campano Vincenzo Aita, bisogna cominciare dalla "mucca pazza". Quel
fenomeno, i cui effetti devastanti sono ancora molto da scoprire, ha mostrato a
tutti che "spingere al massimo" la competizione e considerare i prodotti della
terra un pezzo della produzione industriale a cielo aperto conduce
inevitabilmente al disastro. Lo stesso disastro che annuncia la deregulation per
la pesca in Adriatico varata da Gianni Alemanno. D'altra parte, le condizioni in
cui si trovano i "ministeri competenti", quelli dell'ambiente e
dell'agricoltura, annunciano le nubi nere che incombono sul territorio e sui
consumatori italiani. Che sono persone e non numeri, come precisa il presidente
della loro piu' grande associazione.
"I problemi ambientali descritti come
"disastri naturali" non sono in realta' opere della natura, ma il risultato del
superamento di un confine da parte degli scienziati, per creare una crescita e
un consumo senza limiti alcuno" (Vandana Shiva)
Secondo il sindacato
sudafricano Cosatu, la Parmalat obbliga i suoi dipendenti a lavorare nei giorni
festivi, non riconosce il diritto a formare sindacati, impedisce ai delegati di
avere accesso al posto di lavoro.
L'aumento della temperatura del pianeta
ha ridotto il lago africano Ciad a 800 km quadrati. Erano 10000 nel 1970. In
Egitto, l'estrazione di acqua dal Nilo ha ucciso piu' del 60% del
pesce.
PRENDETE
Il numero di persone ridotte alla fame cresce. Non e'
un problema di risorse ma di diritti universali. Alla Fao lo sanno bene, ma i
governi che ne sono proprietari preferiscono intervenire sull' "emergenza" e
continuano a lasciare campo libero a chi ruba la terra, i semi, il cibo e
l'acqua di tutti. Monsanto, Cargill e gli altri signori del biotech comprano
media e politici e usano ogni mezzo per aprire nuove strade alla manipolazione
genetica e a impadronirsi della biodiversita' dell'intero pianeta. La superficie
terrestre interessata dall'agricoltura transgenica copre oggi 52.000.000 di
ettari, eppure le specie agrarie inventate nei laboratori non riescono a imporsi
nei mercati internazionali. E le sedi della Monsanto, a Lodi come in Brasile,
restano sotto assedio.
Ogni giorno
almeno 24.000 persone muoiono per fame o per cause ad essa correlate. Tre quarti
dei decessi sono di bambini con meno di 5 anni di eta'. il 75% di coloro che
vivono sotto la soglia di poverta' risiede in aree rurali.
Negli Stati
Uniti 13.000.000 di bambini sotto i 12 anni vanno a letto ogni notte con lo
stomaco vuoto, mentre un terzo della popolazione e' obeso. Intanto, dal 1970, il
numero dei ristoranti fastfood per ogni persona e' piu' che
raddoppiato.
Il 15 marzo del 2000, il parlamento europeo ha approvato una
direttiva che consente di produrre cioccolata usando il 5% di grassi vegetali al
posto del burro di cacao. Un vero disastro per i paesi
produttori.
La politica agricola dell' unione europea, che
favorisce le grandi imprese zootecniche e l'agricoltura industriale su vasta
scala, comporta che ogni giorno in Europa chiudano 600 aziende agricole, piccole
e medie.
E MANGIATEVELO
TUTTO
"Vogliamo sostenere con forza i
nostri mille giorni di resistenza, le mille e mille voci che si levano da ogni
sospiro diverso della Terra per dare cuore e gambe alla nostre speranze...."
E' un appello di 33 persone, contadini e indigeni detenuti o repressi
in Brasile, Filippine, Stati Uniti, Francia, Bangladesh che ha convocato la
marcia internazionale svoltasi l'8 giugno 2002 a
Roma.
TERRA E DIGNITA'
thanx to Carta Almanacco / Cantieri
sociali del 6 giugno 2002
-------FINE messaggio TATA mailing-list------
PER MANDARE MESSAGGI ALLA LISTA, modificare il tuo profilo personale,
o cancellarti dalla mailing list... vai a http://it.groups.yahoo.com/group/TATA-mailinglist
*****************************************
ASSOCIAZIONE no-profit "TATAVASCO"
<Un AltroMondo e'
in costruzione...>
*****************************************
www.tatavasco.it