"Clean Clothes Campaign",
il resoconto di due attivisti americani che hanno scelto di vivere tra i lavoratori della Nike in Indonesia a 1,25 dollari al giorno

--------------------------------- Dalla mailing list della Rete di Lilliput

Leslie Kretzu e Jim Keady, due attivisti americani che durante i giochi olimpici di Sydney si sono letteralmente calati nei panni degli operai indonesiani della Nike adottandone stile di vita, dieta, e ovviamente salario.
L'iniziativa, chiamata "Olympic living wage project" (progetto salario dignitoso per i giochi olimpici) e' promossa dall'ong americana Press for Change in collaborazione con il Nicaraguan Solidarity Committee e Nikewatch. Ecco in sintesi gli aggiornamenti che ci arrivano da Jim Keady tramite la Clean Clothes Campaign:

UNA STORIA VERA DI VITA VISSUTA IN INDONESIA CON 1,25 DOLLARI AL GIORNO. ATTIVISTI PER I DIRITTI DEI LAVORATORI RIDOTTI ALLA FAME DAL SALARIO PAGATO DALLA NIKE

Jim Keady e Leslie Kretzu sono rientrati alla fine di ottobre dall'Indonesia dove hanno vissuto nel mese di agosto in un quartiere degradato alla periferia di Jakarta condividendo il tenore di vita dei lavoratori della Nike che vi abitano in gran numero. "Si può sopravvivere, ma non certo vivere con uno stipendio da 1 dollaro e 25 centesimi", ha detto Keady : "E' un salario da fame. Lo posso confermare. Ho perso 11 chili e ho passato quasi tutto il mese privo di forze e tormentato dai morsi della fame". Leslie Kretzu, che prima di partire per l'Indonesia ha lavorato come volontaria per i Missionaries of Charity (missionari della carità) a Calcutta, ha osservato: "Dopo aver visto la povertà estrema di Calcutta, posso dire che le donne e gli uomini che lavorano per le fabbriche della Nike in Indonesia non stanno molto meglio.
La cosa scandalosa e' che lavorano dalle 8 alle 15 ore al giorno per la più redditizia fra le aziende produttrici di scarpe sportive e, malgrado questo, non riescono a soddisfare i bisogni vitali". Jim e Leslie sono impegnati in questi giorni in una serie di conferenze nel nord-est degli Stati Uniti che si concluderà alla fine di novembre. Nei mesi di dicembre e di gennaio sono disponibili per i gruppi che volessero incontrarli al di fuori degli Stati Uniti, per raccontare di: - Come Jim ha perso 11 chili e Leslie 7 chili vivendo del salario pagato dalla Nike - Le operaie costrette a "dimostrare" di avere le mestruazioni - Le pressioni esercitate sui lavoratori perché diano informazioni false agli ispettori "indipendenti" della Nike - L'invito agli atleti sponsorizzati dalla Nike di visitare Tangerang (credo sia il quartiere dove abitano gli operai, n.d.t.) - La scoperta di componenti difettose destinate a essere bruciate in un villaggio
Per saperne di più o per prenotare un incontro contattate: Jim Keady (jwkeady@aol.com; tel. 01139-917-804-0491); oppure visitate il sito dell'Olympic living wage project: www.nikewages.org


Brevi note biografiche:
Jim Keady e' stato allenatore della squadra di calcio studentesca della St.John's University. Costretto a lasciare l'incarico per aver pubblicamente rifiutato di indossare l'abbigliamento che Nike forniva in qualita' di sponsor, ha poi tentato di farsi assumere per sei mesi in una fabbrica di scarpe sportive Nike nel sud-est asiatico. Ma la multinazionale americana non ha gradito l'offerta.
Leslie Kretzu ha lavorato come volontaria presso i Missionaries of Charity a Calcutta e a Katmandu, e con i Jesuit Volunteer Corps ad Anheim, California. Ha preso parte a diverse campagne a sostegno dei diritti delle donne.

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Chi vuole essere escluso dalla lista o vuole ricevere informazioni sulla Clean Clothes Campaign, puo' inviare un messaggio a : ermont@tin.it -----Messaggio originale-----
Da: Clean Clothes Campaign
Data: lunedì 30 ottobre 2000 14.31 Oggetto: [nike-international] Olympic Living Wage Project Speaking Tour