Le impronte degli immigrati e la Microsoft
In questi ultimi giorni si e' parlato molto della possibilita' di prendere le
impronte digitali degli immigrati clandestini; lo ha proposto il sottosegretario
Brutti, in precedenza ne aveva parlato anche il ministro Bianco, ma gia' da tempo
questo sistema (chiamato Eurodac) e' non solo un'ipotesi, ma una realta' operativa.
Eurodac e' infatti il sistema proposto dall'Unione Europea per l'identificazione
mediante impronte digitali degli immigrati: un archivio centralizzato delle impronte
digitali in grado di fornire alle polizie dei vari stati europei la possibilita'
di controllare l'identita' e altri dati personali. La giustificazione con cui
era stato proposto anni fa (1991) era di poter identificare i richiedenti asilo
ed impedire che potessero richiedere l'asilo in piu' paesi o in un paese diverso
da quello in cui erano entrati la prima volta (in attuazione della Convenzione
di Dublino). Questo sistema destava gia' allora qualche sospetto, nel senso che
la sua complessita' di gestione e lo sforzo economico di realizzazione sembravano
spropositati di fronte al problema relativamente limitato (in termini numerici)
dei richiedenti asilo in piu' paesi. Infatti con l'andare del tempo, ma soprattutto
dopo il consiglio europeo di Tampere, ne e' stato proposto l'allargamento anche
ad altre categorie di persone, come gli irregolari e i clandestini.
Lo scopo reale di Eurodac e' quindi quello di avere uno strumento di controllo
sugli stranieri e sui loro spostamenti all'interno degli stati aderenti all'accordo
di Schengen. In pratica la fortezza Europa, costruita con leggi discriminatorie
e attuata con centri di detenzione, espulsioni, deportazioni e violazioni varie
dei diritti umani dei migranti, si munisce ora di uno strumento identificativo
informatico in grado di rendere ancor piu'efficace la sua azione.Molti giuristi
hanno fatto notare come prendere le impronte digitali di una persona senza il
suo consenso e senza una prova di reato rappresenti una violazione dei diritti
dell'uomo. Ma a quanto pare la Comunita' Europea e i governi che ne fanno parte
non si curano tanto di questi diritti, visto che per gli immigrati vengono violati
in piu' ambiti. Eurodac e' gia' in funzione anche in Italia mediante gli "Spaid",
piccole unità portatili appositamente costruite per il controllo su strada da
parte della polizia. Inoltre nelle questure da tempo vengono raccolte in questo
modo le impronte digitali degli immigrati irregolari, nonostante non vi sia ancora
nessuna direttiva attuativa del governo in merito. (cfr articolo sul Manifesto
del 20/10/99 accompagnato da varie testimonianze).
Per far funzionare questo sistema occorre una rete di computer collegati nei vari
paesi in grado di interagire velocemente. Sul sito della Microsoft si trova una
paginetta dove viene raccontato come la software house statunitense contribuisce
al funzionamento del sistema Eurodac rendendo la tecnologia AFIS (Automated Fingerprint
Identification Systems) veloce ed efficace.
In soli 25 secondi viene inviata all'unita' operativa della polizia che ne ha
fatto richiesta un file .fit contenente le informazioni necessarie all'identificazione.
Il tutto, si vanta la Microsoft, grazie all'utilizzo dei suoi sistemi operativi.>
Un motivo in piu' per boicottare Microsoft..
Francesco Iannuzzelli
Alien - Dicembre 2000
Centro delle culture